Un incendio scoppiato nel carcere di Viterbo ha causato l'intossicazione di 23 persone, tra cui detenuti e agenti. Durante i disordini, un giovane detenuto si è tolto la vita. Le indagini sulle cause sono in corso.
Incendio e fumo nel carcere di Viterbo
Materassi sono stati dati alle fiamme all'interno del penitenziario Nicandro Izzo. In pochi istanti, una densa nube di fumo ha avvolto un'intera sezione. L'incendio ha rapidamente invaso il reparto, raggiungendo anche l'infermeria. L'Ares 118 è intervenuto prontamente per prestare soccorso.
Il bilancio iniziale parla di ventitré persone intossicate dal fumo. Tra queste, diciassette detenuti e sei agenti di polizia penitenziaria. Purtroppo, anche il comandante della polizia penitenziaria, accorso sul posto, è tra gli intossicati.
La situazione ha richiesto un massiccio intervento dei sanitari. Tredici persone sono state trasportate d'urgenza all'ospedale Belcolle. I codici di gravità variavano dal verde al rosso, indicando la serietà delle condizioni. Altri dieci intossicati hanno ricevuto cure direttamente all'interno della casa circondariale.
Tragedia nella notte e indagini
Mentre la situazione legata all'incendio cominciava a normalizzarsi, una nuova tragedia ha colpito il carcere. Intorno alle 2 del mattino, approfittando della confusione generale, un detenuto di 29 anni ha deciso di porre fine alla sua vita. L'uomo, di origini marocchine, si è impiccato nella sua cella, situata in un'altra sezione del penitenziario.
Questo gesto estremo è avvenuto mentre l'attenzione di tutti era focalizzata sull'emergenza incendio e sui soccorsi ai feriti. Sul luogo della tragedia sono intervenute la Squadra mobile e la polizia scientifica. La pubblico ministero Veronica Buonocore ha avviato le indagini, affidandole alla stessa polizia penitenziaria.
Non si esclude che nelle prossime ore possa essere disposta l'autopsia sul corpo del giovane. Le autorità intendono fare piena luce sulle circostanze che hanno portato a questo tragico evento. Le indagini mirano a comprendere le motivazioni dietro il gesto del detenuto.
Tentativo di rivolta e ipotesi
Gli inquirenti stanno lavorando per chiarire le cause scatenanti dell'incendio. Tra le ipotesi al vaglio, gli investigatori considerano anche la possibilità di un tentativo di rivolta da parte dei detenuti. L'incendio potrebbe essere stato un modo per creare disordine e protestare.
La situazione sanitaria generale è parzialmente rientrata nelle ore successive. Tutti i ricoverati sono stati dimessi dall'ospedale. Rimangono tuttavia sotto osservazione un agente e un detenuto, per precauzione. La loro salute è monitorata attentamente.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha espresso il suo ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alle operazioni di soccorso. Ha inoltre manifestato la sua vicinanza agli agenti della polizia penitenziaria e ai detenuti coinvolti nell'incendio. Il suo messaggio sottolinea la gravità dell'accaduto.
Oggi, inoltre, gli agenti di polizia penitenziaria hanno sventato un altro tentativo di suicidio da parte di un detenuto. Questo evento evidenzia la tensione e le difficoltà presenti all'interno della struttura carceraria.