La Giunta regionale del Lazio ha approvato una nuova legge per riordinare il Consorzio industriale. L'obiettivo è espandere l'ente a circa 30 nuovi comuni, rafforzare la governance regionale e attrarre maggiori investimenti.
Nuova governance per il consorzio industriale
Il Consorzio industriale del Lazio si prepara a un'importante trasformazione. Una nuova proposta di legge, appena approvata dalla Giunta regionale, mira a ridefinire la struttura e gli obiettivi dell'ente. L'iniziativa prevede l'adesione di circa 30 nuovi comuni. La Regione Lazio assumerà un ruolo centrale nella nuova governance. L'obiettivo principale è incrementare la capacità di attrarre capitali esterni. Si punta anche ad accelerare l'innovazione nei siti produttivi. Inoltre, si vogliono offrire servizi più efficienti alle realtà imprenditoriali.
La proposta è stata presentata ufficialmente dal presidente della Regione, Francesco Rocca. Hanno partecipato anche la vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli. Presente anche l'assessore al Bilancio, Giancarlo Righini. Il testo attende ora l'approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale.
Ruolo della Città Metropolitana e quote regionali
Una novità significativa riguarda la Città Metropolitana di Roma. Le verrà proposta la vicepresidenza del Consorzio. Questo avviene nell'ottica di un allargamento territoriale dell'ente. Attualmente, l'unico aderente è Santa Palomba. La presidenza sarà invece nominata direttamente dalla Regione Lazio. Con questa riforma, la Regione acquisirà il 51% delle quote del fondo. Questo le conferirà il controllo della governance. Il restante capitale sarà ripartito tra gli enti locali (30%) e altri enti pubblici e imprese (19%).
Questa riorganizzazione mira a consolidare il patrimonio del Consorzio. Si intende anche ridurre l'indebitamento esistente. L'aumento della capacità di investimento è un altro beneficio atteso. La nuova struttura dovrebbe rendere l'ente più solido e proattivo nel suo ruolo di sviluppo.
Obiettivi di crescita e inclusione territoriale
«L'obiettivo è una crescita ponderata della nostra regione», ha dichiarato il presidente Rocca. «Vogliamo favorire gli investimenti industriali e semplificare la burocrazia. Spesso, infatti, la lentezza amministrativa è un ostacolo agli investimenti». L'inclusione di nuovi comuni è fondamentale. «Senza l'allargamento a circa 30 nuovi comuni, sarebbe stato inutile chiamarlo Consorzio del Lazio», ha aggiunto Rocca. «È giusto che l'ente comprenda tutti i territori, nessuno deve essere escluso».
Il presidente si augura un'approvazione rapida da parte del Consiglio regionale. Spera che ciò avvenga «entro l'estate». La legge era uno degli obiettivi principali del suo mandato. «Ora il Consorzio diventerà non solo il più grande d'Italia, ma tra i più grandi d'Europa», ha affermato con ambizione. Le finalità del Consorzio non si limitano alla salvaguardia delle attività esistenti. Si punta anche a promuovere e attrarre nuovi investimenti.
Comuni strategici entrano nel Consorzio
L'assessora Angelilli ha evidenziato l'importanza strategica di alcuni nuovi ingressi. «Ci sono città che era assurdo non facessero parte prima del Consorzio», ha sottolineato. Ha citato il distretto della ceramica di Civita Castellana. Menziona anche il polo logistico di Colleferro. Non dimentica Viterbo e Civitavecchia, sede di uno dei porti più importanti del paese. Questi nuovi aderenti rafforzano significativamente la rete industriale e logistica regionale.
La riforma mira a creare un'entità più forte e rappresentativa. L'allargamento territoriale e la nuova struttura di governance dovrebbero portare benefici tangibili. Le imprese potranno contare su un supporto maggiore. La regione si posizionerà meglio per attrarre investimenti su scala nazionale ed europea. La semplificazione delle procedure è vista come un elemento chiave per il successo.
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