Vimercate: la stele che celebra una famiglia affrancata
Ritrovamento archeologico a Vimercate
Una stele funeraria romana, rinvenuta nei pressi dell'antica Vicus Mercati (l'odierna Vimercate), getta luce sulla storia di una famiglia di origine gallica che riuscì ad affrancarsi dalla schiavitù per raggiungere una notevole agiatezza nell'Impero Romano.
L'iscrizione, parzialmente ricostruita grazie a studi epigrafici, testimonia la volontà di una madre di immortalare il nome dei propri cari, sfidando le convenzioni sociali dell'epoca e assicurando loro un ricordo duraturo.
La scalata sociale di una famiglia
La stele, realizzata in pregiato marmo di Musso, era destinata a un monumento funebre di dimensioni considerevoli, indicativo del prestigio raggiunto dalla famiglia. Il nome gentilizio ricorrente, «Domitius», apparteneva a una stirpe ben nota nella regione cisalpina.
Tra i membri menzionati spiccano figure che ricoprirono incarichi di rilievo nella comunità locale, come il «seviro junior», una magistratura onoraria spesso affidata a liberti arricchiti. La committente della stele, una donna, dimostra un notevole status sociale, potendo permettersi un'opera di tale importanza per sé e per il figlio.
Un lascito di memoria e orgoglio
L'iscrizione completa, tradotta, recita: «Domitia Prisca ha fatto il suo dovere e ha assicurato un ricordo imperituro alla propria famiglia, che da schiavi è diventata libera e importante». Questo messaggio sottolinea la completa ascesa sociale della famiglia, da una condizione di servitù a una posizione di rispetto e benessere.
La stele non solo commemora i defunti, ma celebra anche la forza e l'intraprendenza di una stirpe che seppe costruirsi un futuro nell'Impero, scegliendo di essere sepolta nel proprio borgo d'origine, Vicus Mercati, nonostante i legami con centri più importanti come Mediolanum.