Due uomini, già detenuti a Padova, sono stati identificati come i responsabili di una rapina avvenuta a Lancenigo di Villorba. Hanno agito armati e hanno costretto clienti e dipendenti a sottostare ai loro voleri prima di fuggire con il bottino. Le indagini hanno permesso di ricostruire le loro mosse.
Rapina alla sala slot Admiral di Lancenigo
Un episodio di cronaca nera ha scosso la tranquillità di Villorba, precisamente nella frazione di Lancenigo. Nella serata del 15 novembre scorso, una sala slot denominata Admiral è stata teatro di una rapina audace. Due individui, con il volto coperto da mascherine e brandendo quelle che sembravano pistole, hanno fatto irruzione nel locale.
La loro azione è stata rapida e intimidatoria. Hanno costretto una coppia di clienti presenti a inginocchiarsi sul pavimento. Contemporaneamente, hanno rivolto le loro minacce verso la dipendente del locale. Le intimazioni erano chiare: consegnare tutto il denaro contante custodito nelle casse.
Il bottino ammontava a circa 1300 euro. Dopo aver ottenuto il denaro, i malviventi non si sono fermati. Prima di dileguarsi, hanno bloccato le persone presenti all'interno di uno sgabuzzino del locale. Questo gesto ha aumentato il senso di paura e impotenza delle vittime.
La fuga è avvenuta a bordo di un'autovettura. Le prime verifiche hanno rivelato un dettaglio inquietante: il veicolo utilizzato per la fuga era stato rubato poche ore prima. Il furto era avvenuto sempre nel territorio di Villorba, suggerendo una pianificazione meticolosa dell'azione criminale.
Le indagini dei Carabinieri di Villorba
Le forze dell'ordine non sono rimaste inerti di fronte a questo grave fatto. I Carabinieri della stazione di Villorba hanno immediatamente avviato le indagini per identificare e catturare i responsabili. L'attività investigativa si è rivelata complessa ma fruttuosa.
Grazie a un'intensa attività di raccolta di prove, i militari sono riusciti a chiudere il cerchio sugli autori del colpo. I sospetti sono ricaduti su due nomi: Simone Garbin e Manolo Innocenti. Le loro età sono rispettivamente di 48 e 41 anni.
Un elemento cruciale è emerso rapidamente: i due individui non erano nuovi alle forze dell'ordine. Al momento dell'identificazione, entrambi si trovavano già reclusi. La loro detenzione avveniva nel carcere Due Palazzi di Padova. Erano stati arrestati per aver commesso altre rapine.
Le indagini condotte dai Carabinieri di Villorba hanno permesso di raccogliere prove schiaccianti. Questi elementi costituiscono gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati. La ricostruzione dei fatti è stata possibile grazie a una serie di tecniche investigative avanzate.
Tecniche investigative e prove raccolte
L'attività investigativa si è avvalsa di diversi strumenti per accertare la responsabilità dei sospettati. L'analisi dei dati di traffico telefonico ha permesso di tracciare le comunicazioni tra i complici. I transiti ai varchi autostradali e i sistemi di lettura targhe hanno fornito informazioni sui loro spostamenti.
Le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona sono state fondamentali. L'esame di queste registrazioni ha consentito di identificare i veicoli e le persone coinvolte. La comparazione antroposomatica, sia statica che dinamica, ha ulteriormente rafforzato le prove.
Questo tipo di analisi confronta le caratteristiche fisiche e i movimenti dei sospettati con quelli ripresi dalle telecamere. Durante le perquisizioni effettuate nel corso delle indagini, i militari hanno rinvenuto e sequestrato diversi oggetti. Questi reperti sono ritenuti di grande interesse investigativo.
Tra gli oggetti sequestrati figurano un cacciavite modificato. Questo strumento era probabilmente utilizzato per forzare le portiere dei veicoli, come quello rubato per la fuga. È stata trovata anche una pistola “scacciacani”. L'arma era priva del tappo rosso, rendendola potenzialmente utilizzabile in modo improprio.
Inoltre, è stato recuperato un dispositivo disturbatore di frequenze, comunemente noto come “jammer”. Questo apparecchio può essere impiegato per interrompere le comunicazioni o i sistemi di allarme. Sono stati sequestrati anche diversi capi di abbigliamento. Questi indumenti sono stati ritenuti pertinenti alle indagini, forse utilizzati durante la rapina.
Nuova ordinanza di custodia cautelare
Il culmine delle indagini è arrivato con l'emissione di una nuova ordinanza. Ieri, 25 marzo, i due uomini sono stati raggiunti da un ulteriore provvedimento restrittivo. Si tratta di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
L'ordinanza è stata emessa il 23 marzo dalla Procura di Treviso. Il provvedimento riguarda specificamente la rapina avvenuta a Lancenigo di Villorba. Questo significa che le autorità hanno ritenuto sufficienti le prove raccolte per procedere con un nuovo arresto, nonostante fossero già detenuti.
Simone Garbin e Manolo Innocenti continueranno quindi la loro detenzione, questa volta anche in relazione al colpo alla sala slot Admiral. La giustizia sta facendo il suo corso per accertare tutte le responsabilità e garantire la sicurezza sul territorio di Villorba e dintorni.