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Carburante esaurito nei distributori del Veronese

Diversi distributori di carburante nella provincia di Verona hanno esposto il cartello "Carburante esaurito". Il fenomeno ha interessato aree urbane e periferiche, da Verona città a comuni come Bussolengo, Villafranca, Lazise, San Giovanni Lupatoto, Legnago e Lugagnano di Sona.

Nella maggior parte dei casi, le pompe interessate appartengono alla catena Eni, ma il problema non sembra limitato a un singolo marchio. La situazione ha generato preoccupazione tra gli automobilisti, alimentando timori legati a possibili crisi di approvvigionamento.

Le cause del temporaneo esaurimento delle scorte

Contrariamente alle prime ipotesi, la carenza di carburante non è direttamente collegata alla situazione geopolitica in Medio Oriente, sebbene la guerra in corso abbia un impatto sul mercato petrolifero globale. La causa scatenante è stata la recente decisione del governo di tagliare le accise sui carburanti di 24,4 centesimi.

Questa misura, introdotta con un decreto d'urgenza il 19 marzo, ha spinto molti automobilisti a fare il pieno, approfittando dei prezzi più bassi. La corsa ai distributori, in particolare quelli "low cost", ha portato a un rapido esaurimento delle scorte disponibili a quel prezzo. Le cisterne sotterranee non sono riuscite a essere rifornite in tempo utile per soddisfare la domanda improvvisamente aumentata.

Approvvigionamento e prospettive future

Nonostante il temporaneo esaurimento delle scorte in alcune pompe, non si prospetta una crisi nazionale di forniture. Nicola Baldo, vicepresidente di Confcommercio Verona, ha spiegato che i grandi depositi stanno razionalizzando il prodotto per garantire una distribuzione equa. Attualmente, l'approvvigionamento è assicurato, anche se con una gestione più oculata delle quantità.

La situazione internazionale rimane comunque un fattore di attenzione. Baldo ha avvertito che, se il conflitto in corso non si risolverà entro un paio di settimane, potrebbero verificarsi problemi di approvvigionamento anche a livello di depositi. A ciò si aggiungerà, dall'8 aprile, la scadenza del taglio delle accise, che porterà a un nuovo aumento dei prezzi del carburante, con possibili ripercussioni sull'inflazione e sui costi dei trasporti.

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