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La frazione divisa: un crocevia di identità

La frazione di Rizza si trova in una situazione peculiare: i suoi circa 2.400 abitanti vivono a cavallo di tre comuni differenti: Verona, Villafranca e Castel d'Azzano. Questa divisione amministrativa si riflette nella vita quotidiana dei residenti, che si ritrovano a usufruire di servizi e a seguire procedure diverse a seconda del lato della strada in cui si trovano.

L'incrocio che segna il confine, un tempo indicato da una targa «Rizza. Piazza Tre Comuni», è diventato il simbolo di questa frammentazione. Le strade stesse cambiano nome: Strada La Rizza per i residenti di Verona e Villafranca, via Piave e via Verdi per quelli di Castel d'Azzano. Una realtà che genera disagi pratici, come sistemi di raccolta rifiuti differenti e la necessità di coordinare opere pubbliche tra più uffici.

Servizi e disagi: una convivenza complessa

Nonostante la divisione, Rizza offre una gamma completa di servizi. A Verona si trovano la chiesa, la scuola materna, il monumento ai caduti e il teatro, oltre alla fermata dell'autobus urbano. Il lato di Castel d'Azzano vanta numerose attività commerciali, tra cui macelleria, gastronomia, panificio, supermercato e banca, oltre a una fermata di autobus extraurbana. Villafranca, invece, offre ambulatori, farmacia e la scuola elementare.

Tuttavia, la mancanza di un'unità istituzionale crea complessità. I residenti, pur condividendo un unico campanile, votano in tre seggi elettorali distinti e hanno codici fiscali differenti. La gestione dei rifiuti, ad esempio, varia notevolmente: cassonetti per Verona e porta a porta per gli altri due comuni, con turni di raccolta differenziata che non sempre coincidono.

Verso l'unificazione: un referendum atteso

L'idea di unire Rizza sotto un unico comune, proposta da tempo, sta prendendo concretezza. Una consultazione popolare del 2023 ha visto la maggioranza dei cittadini esprimersi a favore dell'unificazione sotto Villafranca. Questo risultato ha avviato il percorso per un referendum ufficiale, con Villafranca e Verona che hanno già aperto la procedura per richiederlo alla Regione.

La scelta di Villafranca come comune di riferimento è motivata anche dalla vicinanza del suo sindaco, Roberto Dall’Oca, originario di Alpo, una località vicina. Tuttavia, alcuni residenti nutrono dubbi sulla continuità dei servizi e dell'attenzione verso Rizza una volta terminato il suo mandato, temendo che la distanza da Villafranca (12 km) possa portare a un minore coinvolgimento rispetto alla vicinanza di Castel d'Azzano (pochi centinaia di metri).

Dubbi e speranze per il futuro

Le opinioni dei residenti sono variegate. C'è chi, come Caterina Begali, auspica un comune unico per risolvere i problemi di competenza e chi, come Ida Mantovani, è convinta che questa volta l'unificazione andrà in porto dopo decenni di discussioni. Altri, come Simone Bertin, pur riconoscendo i benefici logistici di un'unica amministrazione, esprimono una preferenza affettiva per Castel d'Azzano, ma riconoscono la necessità di ottimizzare le risorse.

Alcuni residenti, come Roberto Avogaro, pur ammettendo i disagi della divisione, preferirebbero rimanere sotto Verona per mantenere il riferimento all'ospedale di Borgo Roma. Altri ancora, come Alberto Vantini, pur riconoscendo i disagi, faticano a lasciare il legame con Castel d'Azzano, dove si trovano le radici storiche di molte famiglie. Nonostante le perplessità, la necessità di un'amministrazione unitaria per garantire servizi più efficienti e razionali sembra essere un sentimento diffuso, con la speranza che il futuro referendum possa finalmente risolvere questa storica anomalia territoriale.

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