Le intense ondate di calore estive hanno causato danni ingenti alla produzione di pesche e agrumi nel Medio Campidano. Confagricoltura Cagliari denuncia un crollo produttivo e chiede interventi urgenti per il futuro del settore.
Danni ingenti a pesche e agrumi nel Medio Campidano
La stagione produttiva delle pesche si è appena conclusa nel Medio Campidano. I risultati sono stati drammatici. L'organizzazione agricola Confagricoltura Cagliari ha raccolto dati e testimonianze. Le persistenti ondate di calore hanno devastato piante e frutti per settimane. Questo si aggiunge ad anni precedenti già segnati da condizioni climatiche anomale. Temperature elevate e piogge concentrate hanno messo a dura prova le coltivazioni.
Le piante hanno sofferto il caldo da giugno ad oggi. Ciò ha favorito attacchi di acari e ragno rosso. Questi parassiti hanno causato stress agli alberi. La produzione è risultata notevolmente ridotta. Il ragno rosso provoca la defogliazione delle piante. Questo compromette la fioritura futura. La produzione dell'anno successivo ne risente pesantemente.
Sugli agrumi, il danno è visibile. Il ragno rosso causa decolorazione e suberificazione della buccia. Il prodotto appare esteticamente scadente. Le macchie sulla buccia portano al rifiuto del prodotto da parte dei punti vendita. I consumatori non gradiscono l'aspetto visivo compromesso. La situazione è preoccupante per gli agricoltori locali.
Crollo produttivo e stime future allarmanti
I dati evidenziano un calo drastico. Nella cooperativa Agricoltori Villacidresi, che conta circa 80 soci, la produzione è diminuita. Nel 2024, la cooperativa aveva prodotto quasi 35.000 quintali di agrumi e 3.159 quintali di pesche. Nel 2025, si era registrato un lieve calo per gli agrumi (32.000 quintali) ma un aumento per le pesche (3.600 quintali).
Quest'anno, invece, il bilancio è desolante. Le pesche raccolte si aggirano sui 2.000 quintali. Si tratta di un calo del 40% rispetto all'anno precedente. Gli agrumi, considerando la produzione invernale e le stime fino a dicembre, dovrebbero attestarsi sui 23.000 quintali. Questo rappresenta un calo di circa il 30%. Le superfici coltivate nel Medio Campidano sono significative. Gli agrumeti non hobbisti coprono quasi 300 ettari. I pescheti superano di poco i 70 ettari.
Appello per un piano di sviluppo e diversificazione
Il settore frutticolo sardo possiede un potenziale enorme. Tuttavia, soffre da anni. La mancanza di una visione strategica è un problema cronico. La chiusura del Consorzio di Frutticoltura ha aggravato la situazione. Lo afferma il presidente di Confagricoltura Cagliari, Alessandro Abis. I punti di forza restano il terreno e il microclima unici. Questi elementi garantiscono primizie di altissima qualità.
La campagna appena conclusa ha messo a dura prova gli agricoltori. Temperature record e grandinate hanno rappresentato sfide impreviste. Ora ci si prepara ad affrontare la stagione degli agrumi. Il cambiamento climatico è una minaccia concreta. Può però trasformarsi in un'opportunità. La diversificazione con colture tropicali come avocado e papaya è una strada percorribile. Serve un deciso cambio di passo.
Confagricoltura chiede un piano di sviluppo strutturato. Sono necessarie risorse concrete. L'obiettivo è far crescere le aziende agricole. Si punta a creare occupazione e generare ricchezza per la Sardegna. Un futuro sostenibile per l'agricoltura locale è possibile con interventi mirati.
Questa notizia riguarda anche: