Orsolina28 ospita il coreografo Hofesh Shechter per una residenza artistica. Il progetto esplora il concetto di sfortuna e il rapporto tra caso e percezione umana. Una prova aperta al pubblico è prevista il 6 giugno.
Orsolina28 accoglie il progetto sulla sfortuna
Il centro di danza internazionale Orsolina28, situato tra le colline del Monferrato, è diventato il luogo prescelto per la creazione di un nuovo progetto artistico. La compagnia Gauthier Dance e il celebre coreografo Hofesh Shechter hanno scelto questa location per sviluppare la seconda parte di "Luck/Unluck". Questo lavoro si concentra sul tema della sfortuna, analizzando il complesso legame tra il caso, il destino e la percezione individuale degli eventi.
La residenza artistica vede la partecipazione dei danzatori del Theaterhaus Stuttgart. Essi sono impegnati nell'approfondire il particolare linguaggio coreografico di Shechter. Il suo stile è universalmente riconosciuto per l'intensa fisicità e la potente energia ritmica che caratterizzano le sue composizioni. Il nuovo spettacolo promette di esplorare la dualità tra buona e cattiva sorte.
Il movimento coreografico sarà lo strumento principale per rappresentare questa dicotomia. Sarà capace di passare da momenti di estrema fragilità a esplosioni di energia dirompente. Questa alternanza mira a coinvolgere profondamente lo spettatore.
Una prova aperta nel cuore del processo creativo
Il pubblico avrà l'opportunità unica di assistere a una fase cruciale del processo creativo. Sabato 6 giugno, alle ore 19:30, si terrà una prova aperta. L'evento si svolgerà nell'Open Air Stage di Orsolina28. Sarà un'occasione per entrare nel vivo del lavoro di Hofesh Shechter.
Gli spettatori potranno osservare da vicino come le idee prendono forma. Potranno comprendere le sfide e le scoperte che accompagnano la nascita di una nuova opera di danza. L'esperienza promette di essere illuminante per gli appassionati del settore.
La scelta di Orsolina28 come spazio di residenza sottolinea l'importanza del luogo. Le colline del Monferrato offrono un ambiente ispiratore. Questo contesto favorisce la concentrazione e l'esplorazione artistica.
Le superstizioni di Shechter e la sfida al destino
Per Hofesh Shechter, il concetto di "unluck" (sfortuna) assume una valenza quasi spirituale. Nasce dal profondo bisogno umano di trovare spiegazioni razionali agli eventi imprevedibili della vita. Questa ricerca di significato si traduce spesso in una serie di rituali personali.
Questi rituali accompagnano il suo processo creativo. Tra questi, Shechter menziona il rifare il letto ogni mattina. Un'altra abitudine è quella di non cambiare mai i pantaloni durante la fase di creazione di un pezzo. C'è anche la ferma convinzione che l'energia insita nella musica debba essere scrupolosamente "protetta".
Questa protezione si estende persino al momento del trasferimento dei file audio. Tuttavia, per la sua nuova opera, il coreografo ha deciso di sfidare le proprie convinzioni. Ha scelto di sovvertire le sue stesse superstizioni.
«Se me lo aveste chiesto ieri, vi avrei detto che sarebbe stata un'opera orribile», ha dichiarato Shechter. «Ma ora posso dirvi che sarà incredibile». Questa affermazione rivela la sua audacia artistica. «Quello che succede quando lavoriamo contro quello che crediamo ci ricorda che le convinzioni sono qualcosa di cui siamo sicuri senza prove. Questo è Unluck».
Il dittico "Luck/Unluck" e le prossime tappe
Il progetto "Luck/Unluck" non è una novità assoluta per Orsolina28. Lo scorso marzo, la coreografa Aszure Barton è stata ospite della struttura. La sua prova aperta del progetto "Luck" è stata presentata il 28 marzo sul palcoscenico di The Eye.
Il dittico completo, composto dalle coreografie di Aszure Barton e Hofesh Shechter, vedrà la sua prima mondiale. La presentazione avverrà al Theaterhaus Tanz di Stoccarda. L'appuntamento è fissato per venerdì 26 giugno, alle ore 20. Successivamente, è in programma una tournée internazionale.
Questa tournée porterà il lavoro di Shechter e Barton sui palcoscenici di tutto il mondo. La collaborazione tra i due coreografi e le diverse sedi artistiche evidenzia la portata globale del progetto.