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Il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, si dichiara innocente di fronte al tribunale e pronto a dimostrare la sua estraneità alle accuse. La vicenda giudiziaria si intreccia con la campagna elettorale per le prossime amministrative.

Il sindaco Ceffa respinge le accuse

Andrea Ceffa, attuale primo cittadino di Vigevano, ha affrontato ieri mattina il suo primo giorno di processo. Eletto nel 2020, Ceffa ha ribadito la sua totale innocenza. Ha dichiarato: «Non ho mai corrotto nessuno».

Accompagnato dal suo legale, l'avvocato Luca Angeleri, il sindaco ha espresso il suo desiderio di chiarire la sua posizione. «Finalmente inizia il processo», ha affermato ai cronisti presenti. Ha definito il dibattimento un'opportunità per spiegare come si sono svolti realmente i fatti. La sua strategia difensiva si basa sulla convinzione che le accuse siano infondate. Ceffa intende utilizzare il processo per dimostrare la sua estraneità.

Il primo cittadino ha invitato i cittadini a partecipare alle udienze. «Venite ad assistere», ha detto, «per farvi un’idea diretta». Vuole che la verità emerga pubblicamente. Il processo rappresenta un momento cruciale per passare dalla fase investigativa a quella dibattimentale. Qui, ogni parte potrà esporre le proprie argomentazioni.

Implicazioni politiche e campagna elettorale

La vicenda giudiziaria ha ripercussioni anche sul piano politico locale. Le prossime elezioni comunali a Vigevano si terranno il 24-25 maggio. Attualmente, Ceffa non è candidato sindaco. Ha spiegato di aver fatto «un passo di lato» per evitare divisioni nel centrodestra. Non si tratta di un passo indietro, ma di una scelta strategica per l'unità della coalizione.

«Metto da parte i personalismi», ha dichiarato. La priorità è presentarsi uniti alle elezioni. Questo per evitare che il centrodestra si divida in una città dove il rischio è concreto. La sua decisione mira a favorire una ricomposizione interna. L'obiettivo è presentare una coalizione compatta.

La sua posizione attuale è legata sia all'esito del processo sia agli sviluppi della campagna elettorale. L'inchiesta, ha ammesso, influisce inevitabilmente sulla competizione elettorale. Attira l'attenzione sulla sua persona e sul contesto politico. Tuttavia, può anche diventare un'occasione per chiarire pubblicamente la sua posizione. Per questo, insiste sulla trasparenza e sulla partecipazione alle udienze.

Il sostegno della famiglia

In tribunale era presente anche la moglie di Andrea Ceffa, Barbara. Lei gli è rimasta accanto nei momenti più difficili dell'inchiesta. In passato, Barbara Ceffa era intervenuta pubblicamente a sostegno del marito. Questo accadde durante una manifestazione organizzata mentre lui era agli arresti domiciliari. La detenzione domiciliare era durata sei mesi, tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025.

La presenza della moglie sottolinea il supporto familiare in questa fase complessa. La famiglia ha affrontato insieme le difficoltà legate all'indagine. Ora, il sindaco è pronto a difendersi in aula.

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