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Il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, è tra gli imputati in un processo per corruzione. L'udienza iniziale prevede testimonianze di carabinieri e consiglieri comunali. Le accuse riguardano fatti del novembre 2022 e potrebbero influenzare le prossime elezioni.

Avvio del processo per corruzione a Vigevano

È iniziato a Pavia il procedimento giudiziario che vede coinvolto il sindaco leghista Andrea Ceffa. L'accusa principale è di corruzione. Tra gli altri sei imputati figurano personalità di spicco della politica e dell'imprenditoria locale. L'ex europarlamentare Angelo Ciocca e l'imprenditore Alberto Righini sono accusati di tentata corruzione.

La prima udienza ha visto la deposizione dei testimoni dell'accusa. Hanno parlato diversi membri delle forze dell'ordine che hanno condotto le indagini. Sono stati ascoltati anche consiglieri comunali informati sui fatti. Tra questi, Daniela Carignano, capogruppo della Lega. Anche l'ex assessore Omar Soresina ha testimoniato. Il consigliere leghista Marco Cividati era presente.

La politica locale sotto esame giudiziario

Il dibattimento si svolge sotto la presidenza di Elena Stoppini. Le giudici a latere sono Luisella Perulli e Carlo Pasta. Questo processo si intreccia strettamente con la scena politica locale. Le elezioni comunali si avvicinano, fissate per il 24 e 25 maggio. Il caso Ceffa rischia di influenzare il clima cittadino. Le tensioni all'interno del centrodestra sono già evidenti. Il sindaco Ceffa, eletto nel 2020, ha deciso di non ricandidarsi. Ha motivato la scelta con la volontà di non creare divisioni nel centrodestra.

Le contestazioni mosse dalla Procura

Le accuse si concentrano su episodi avvenuti nel novembre 2022. La Procura ipotizza due filoni investigativi distinti. Il 28 novembre 2022, Angelo Ciocca e Alberto Righini avrebbero offerto 15mila euro alla consigliera comunale Emma Stepan. L'offerta sarebbe avvenuta tramite il compagno della consigliera, Luca Battista. L'obiettivo era ottenere le sue dimissioni. Queste dimissioni si sarebbero dovute sommare a quelle di altri 12 consiglieri. Il piano mirava a far cadere la giunta Ceffa.

Questo tentativo, noto come “la congiura di Sant’Andrea”, fallì. Il consigliere Riccardo Capelli (FdI) si ritirò. Successivamente, il sindaco avrebbe cercato di rafforzare la sua maggioranza. La giunta contava su 13 consiglieri contro i 12 dell'opposizione. Ceffa avrebbe offerto una consulenza annuale. La consulenza, del valore di 6mila euro annui, sarebbe stata erogata tramite Asm. La beneficiaria sarebbe stata la consigliera Roberta Giacometti, rimasta fedele alla maggioranza.

Secondo l'accusa, i fondi sarebbero stati erogati a Giacometti tramite un prestanome. La presunta corruzione sarebbe stata facilitata dal coinvolgimento di Alessandro Gabbi. Quest'ultimo era l'ex direttore amministrativo di Asm Vigevano. Anche Matteo Ciceri, ex amministratore di Vigevano Distribuzione Gas, sarebbe stato coinvolto.

La difesa e le prossime tappe del processo

Andrea Ceffa era stato arrestato nel novembre 2024. Fu sottoposto a misura cautelare e trascorse sei mesi agli arresti domiciliari. Ora è libero in attesa del processo. La difesa, guidata dall'avvocato Luca Angeleri, punta molto sulle intercettazioni telefoniche. La difesa ritiene che queste conversazioni dimostrino l'estraneità del sindaco a qualsiasi accordo corruttivo. L'avvocato Angeleri ha richiesto la trascrizione di numerose conversazioni. Secondo la difesa, tali prove dimostrerebbero che Ceffa non ha mai orchestrato favori personali. Né avrebbe temuto ostilità politiche.

Oltre al sindaco Ceffa, sono imputati l'ex eurodeputato Angelo Ciocca (Lega). Ci sono anche il costruttore Alberto Righini. Sono coinvolti anche Alessandro Gabbi (ex direttore amministrativo Asm Vigevano). E Matteo Ciceri (ex amministratore Vigevano Distribuzione Gas). Infine, l'ex consigliera comunale Roberta Giacometti completa l'elenco degli imputati.

Il processo dovrebbe concludersi l'8 luglio. Salvo eventuali udienze aggiuntive. Ceffa aveva inizialmente manifestato l'intenzione di ricandidarsi. Nei giorni scorsi ha però fatto un passo indietro. Ha citato nuovamente la necessità di unità nel centrodestra come motivazione.

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