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Un agguato è avvenuto a Vieste, ferendo Danilo Notarangelo, nipote di un noto boss locale. Le indagini sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

Agguato a Vieste: tre colpi di fucile contro il nipote del boss

Danilo Notarangelo, 35 anni, è stato vittima di un grave agguato ieri sera. L'uomo è nipote del defunto boss Angelo Notarangelo, soprannominato Cintaridd. Quest'ultimo fu ucciso in un simile agguato mafioso nel 2015, sempre a Vieste. L'episodio di ieri ha riacceso le preoccupazioni per la criminalità organizzata nel Gargano.

I fatti si sono svolti nel tardo pomeriggio di ieri. Notarangelo stava rientrando nella sua abitazione quando è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco. L'attacco è avvenuto mentre si trovava per strada, in un momento della giornata in cui la circolazione veicolare e la presenza di passanti non erano scarse. L'agguato è stato compiuto da persone a volto coperto, a bordo di un'autovettura non ancora identificata.

Secondo le prime ricostruzioni, i killer avrebbero esploso almeno tre colpi di fucile a pallettoni. I proiettili hanno colpito Danilo Notarangelo a un braccio. Un altro colpo lo ha raggiunto di striscio all'addome. Nonostante le ferite, l'uomo è riuscito a trovare riparo in un supermercato situato nelle immediate vicinanze del luogo dell'agguato. La sua fuga è stata breve ma decisiva per la sua sopravvivenza.

Le condizioni di Danilo Notarangelo e il ricovero

Immediatamente dopo l'agguato, sono stati allertati i soccorsi. Il personale del 118 è giunto sul posto per prestare le prime cure a Danilo Notarangelo. Le sue condizioni sono apparse subito serie, ma non critiche. È stato trasportato al punto di primo intervento della cittadina garganica per le prime medicazioni.

Successivamente, viste le ferite riportate, è stato deciso il trasferimento in elisoccorso. L'elicottero lo ha condotto all'ospedale di Foggia. Qui è stato ricoverato e sottoposto a ulteriori accertamenti medici. Le sue condizioni sono attualmente stabili. I sanitari hanno confermato che Danilo Notarangelo non è in pericolo di vita. La prognosi resta riservata, in attesa di valutare l'evoluzione delle ferite.

Le indagini della DDA di Bari

La gravità dell'episodio e il legame di parentela della vittima con un boss mafioso ucciso in passato hanno immediatamente fatto scattare l'allarme. Le indagini sull'agguato sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari. Questo ente si occupa dei reati di stampo mafioso e terrorismo nella regione Puglia.

I carabinieri hanno lavorato per tutta la notte per raccogliere elementi utili alle indagini. Diverse persone sono state ascoltate come testimoni. L'obiettivo è risalire all'identità dei responsabili dell'agguato e ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Si cerca di individuare l'autovettura utilizzata dai killer e di raccogliere eventuali testimonianze oculari.

Il fatto che Danilo Notarangelo sia il nipote di Angelo Notarangelo, figura di spicco della criminalità organizzata locale, rende l'agguato un evento di particolare rilievo. La DDA di Bari sta valutando tutte le piste, inclusa quella di una possibile vendetta o di un regolamento di conti tra clan rivali. La storia criminale della famiglia Notarangelo è nota alle forze dell'ordine.

Un precedente agguato per Danilo Notarangelo

Questo non è il primo tentativo di attentato nei confronti di Danilo Notarangelo. Già nell'estate del 2022, l'uomo era scampato a un altro agguato. In quell'occasione, si trovava a bordo di un'automobile insieme a un amico. Lungo la strada che collega Vieste a Mattinata, furono raggiunti da colpi di fucile. Anche in quel caso, i killer agirono con estrema violenza.

La sua capacità di sopravvivere a due attentati consecutivi dimostra una certa abilità o fortuna, ma sottolinea anche il suo essere un bersaglio. La DDA di Bari sta analizzando questi precedenti per comprendere meglio le motivazioni dietro gli attacchi e identificare eventuali collegamenti.

La vicinanza del luogo dell'agguato alla caserma dei carabinieri di Vieste e alla sua abitazione potrebbe indicare un'azione audace e premeditata. L'uomo si è rifugiato in un supermercato, un luogo pubblico, aumentando il rischio di coinvolgere civili innocenti. Questo dettaglio potrebbe essere rilevante per gli inquirenti.

La reazione del Sindaco di Vieste

L'episodio ha destato profonda preoccupazione tra le autorità locali. Il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, ha espresso la sua forte preoccupazione per l'accaduto. Ha sottolineato come episodi di questa gravità non si verificassero da diversi anni nella cittadina. Il primo cittadino ha attribuito questa tranquillità passata alla forte azione repressiva delle forze dell'ordine e della magistratura.

«Sono certo che gli investigatori metteranno in campo un'azione massiccia e forte per contrastare sul nascere eventuali situazioni», ha dichiarato il sindaco Nobiletti. Ha espresso piena fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura per riportare la serenità nel territorio. L'amministrazione comunale si dichiara pronta a collaborare attivamente con gli inquirenti.

La criminalità organizzata nel Gargano è un tema sensibile. Episodi come questo rischiano di minare l'immagine turistica della zona, particolarmente importante per l'economia locale. Le autorità sono impegnate a garantire la sicurezza dei cittadini e a contrastare ogni forma di illegalità.

Il contesto criminale del Gargano

La provincia di Foggia, e in particolare il promontorio del Gargano, è da tempo teatro di attività criminali legate alla mafia. Il clan Notarangelo, a cui appartiene la famiglia della vittima, è stato storicamente uno dei gruppi più influenti nell'area. L'omicidio del boss Angelo Notarangelo nel 2015 aveva segnato un momento cruciale nelle dinamiche criminali locali.

La DDA di Bari monitora costantemente le attività dei clan presenti sul territorio. L'agguato a Danilo Notarangelo potrebbe essere un segnale di una ripresa di tensioni o di una lotta per il controllo di attività illecite. Le indagini dovranno chiarire se l'attentato sia collegato a faide interne o a scontri con clan rivali.

La presenza di supermercati e attività commerciali nelle vicinanze del luogo dell'agguato solleva anche interrogativi sulla possibile infiltrazione della criminalità nell'economia locale. Le forze dell'ordine sono impegnate non solo nella repressione degli atti violenti, ma anche nel contrasto ai fenomeni di riciclaggio e usura.

La cittadina di Vieste, una delle perle del Gargano, è meta turistica di grande richiamo. Episodi di criminalità eclatanti come questo possono avere ripercussioni negative sull'immagine della località. Le autorità locali e le forze dell'ordine sono chiamate a dare risposte rapide ed efficaci per garantire la sicurezza e la tranquillità dei residenti e dei turisti.

Le indagini proseguono a ritmo serrato. Si spera che presto vengano individuati i responsabili dell'agguato e che venga fatta piena luce sull'accaduto. La DDA di Bari coordina gli sforzi per stroncare sul nascere ogni tentativo di destabilizzazione del territorio.

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