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Il Villaggio Giuliano di Vicenza, creato per gli esuli istriani e dalmati, versa oggi in condizioni di degrado e oblio. Nonostante il Giorno del Ricordo, molti residenti ignorano la sua storia e il complesso soffre di incuria e abbandono.

La storia di un'accoglienza dimenticata

Il Villaggio Giuliano, situato a Campedello, fu fondato nel 1955. Nacque per dare una casa ai profughi provenienti dall'Istria e dalla Dalmazia. Molti di loro arrivarono a Vicenza senza nulla. La signora Luigina Gerolimon, oggi centenaria, ricorda ancora la disperazione di quei giorni. Lei abitava già lì quando il villaggio fu inaugurato.

«Li guardavano male», ha raccontato la signora Gerolimon. «Venivano da lontano e non avevano nulla». Suo marito, Mario, aveva vissuto la guerra. Aveva servito nella fanteria e si era unito alla brigata partigiana Maiella. Dopo il conflitto, tornò a casa con le scarpe rotte. Conosceva la fame e la lontananza. Per questo motivo, capiva la sofferenza dei profughi. Li considerava brave persone, private di tutto. Non li ha mai abbandonati.

Il Giorno del Ricordo e l'oblio attuale

Oggi, a 70 anni dalla sua fondazione, il Villaggio Giuliano è molto diverso. Ricorre il Giorno del Ricordo, istituito per commemorare l'esodo giuliano-dalmata. Tuttavia, la memoria storica del villaggio sembra svanita. Molti residenti attuali non conoscono la sua origine.

«Perché si chiama così?», si è chiesto un abitante. «Credevo che Giuliano fosse il nome di una persona». Il complesso, nel 1999, è diventato proprietà del Comune. Ora è gestito da Amcps e trasformato in case popolari. L'assegnazione avviene in base al reddito. Negli ultimi anni, i problemi sono aumentati.

Il degrado in un quartiere dimenticato

Un residente, che preferisce restare anonimo, vive nel complesso da circa dieci anni. Racconta che un tempo la situazione era migliore. Ora, il degrado è peggiorato notevolmente. «Quest'estate avevamo le cantine invase dall’immondizia», ha dichiarato. Le cantine erano piene di rifiuti accumulati dagli inquilini. Topi e scarafaggi infestavano gli spazi.

La situazione era così grave che persone esterne al complesso gettavano la loro spazzatura dalle finestre. Sono state fatte molte segnalazioni. La rimozione dei rifiuti è avvenuta solo dopo l'intervento della stampa e delle televisioni. Il residente definisce il Villaggio Giuliano il villaggio degli «invisibili».

Il villaggio degli "invisibili"

«Noi qui non esistiamo», ha affermato. Ci sono persone che vivono nel complesso e necessitano di cure e assistenza. Un inquilino vive da solo in un appartamento, ma non è autosufficiente. A volte esce di casa in condizioni precarie, cercando cibo nei bidoni. Avrebbe bisogno di assistenza medica. Ma, secondo gli abitanti, nel villaggio vengono inviate solo persone considerate «invisibili».

Quando si fanno segnalazioni, la risposta è spesso che «il Villaggio Giuliano non esiste». Oppure si dice che non si può fare nulla. A volte promettono controlli, ma nessuno arriva. O arrivano, ma senza proporre soluzioni concrete.

Problemi strutturali e incuria

Un altro residente, di origine straniera, ha un problema serio alla finestra della doccia. Cavi elettrici scoperti sono a pochi centimetri dal soffione. Questo problema persiste da otto anni, da quando la sua famiglia ha occupato l'appartamento. Anche a lui è stato risposto che «il Villaggio Giuliano non esiste» quando ha segnalato il pericolo.

Anche la porta d'ingresso presenta problemi. Non si apre completamente, ma nessuno interviene per ripararla. La motivazione è sempre la stessa: «il Villaggio Giuliano non esiste».

Un passato di integrazione, un presente di paura

«Invece esistiamo», ha concluso il primo residente intervistato. «Solo che nessuno si ricorda di noi». Un tempo, il villaggio era un luogo di integrazione. Ora, i pochi residenti rimasti vivono nella paura. I rapporti tra vicini sono peggiorati. Il complesso era nato per aiutare gli ultimi. Offriva un'opportunità di nuova vita ai più sfortunati. «È da qui che dovrebbero partire le celebrazioni del Giorno del Ricordo», ha sottolineato.