Il Prefetto di Vicenza ha dato il via libera all'impiego di lavoratori socialmente utili per risolvere il problema delle lunghe attese per il rilascio delle carte d'identità elettroniche. La decisione arriva dopo un acceso dibattito in Consiglio comunale e le proteste sindacali.
Personale aggiuntivo per l'anagrafe
La situazione relativa al rilascio delle carte d'identità a Vicenza si sta lentamente sbloccando. Il Prefetto Filippo Romano ha dato parere favorevole all'impiego di personale LPU (Lavori di Pubblica Utilità). Questa risorsa umana aggiuntiva si affiancherà ai due dipendenti a tempo determinato già annunciati. L'assessore ai servizi demografici, Leonardo Nicolai, stima che questo potenziamento permetterà di aprire altre quattro agende per gli appuntamenti. L'obiettivo è concludere la sostituzione delle ultime 7.898 carte d'identità cartacee ancora in circolazione. La scadenza è fissata per il 3 agosto, data in cui i vecchi documenti cesseranno di essere validi a causa di un regolamento europeo. La prefettura ha motivato la sua decisione con la necessità di evitare disservizi ai cittadini. L'ufficio Anagrafe di Vicenza necessita di un supporto concreto per gestire l'elevato numero di richieste.
Polemiche in consiglio comunale
Nonostante il parere favorevole del Prefetto, la questione ha acceso un acceso dibattito nel Consiglio comunale di Vicenza. La minoranza, guidata da consiglieri di Fratelli d'Italia e Forza Italia, ha richiesto una seduta monotematica. Hanno criticato quella che definiscono una «grave inefficienza dell'amministrazione». Le rimostranze del sindacato Cub (Confederazione Unitaria di Base) avevano inizialmente bloccato l'impiego del personale LPU. Il sindacato aveva proclamato uno stato di agitazione e uno sciopero dello straordinario. Tuttavia, una ventina di dipendenti si è dissociata da questa iniziativa. La consigliera Valeria Porelli ha denunciato la difficoltà dei cittadini nel prendere appuntamenti. Ha definito i servizi demografici «al tracollo». Ha criticato l'assessore Nicolai, ritenendolo inadeguato alla gestione della crisi. Il consigliere Nicolò Naclerio ha espresso sconcerto per la situazione. Ha sottolineato come altri comuni, tra cui Verona, Padova e Venezia, si siano mossi con maggiore tempestività. La situazione a Vicenza richiede soluzioni rapide ed efficaci.
L'ordine del giorno della minoranza bocciato
L'ordine del giorno presentato dalla minoranza è stato respinto. L'atto impegnava il sindaco e la giunta ad accelerare le assunzioni di personale. Chiedeva anche di aumentare gli appuntamenti giornalieri e di aprire sedi comunali straordinarie. L'assessore Nicolai ha replicato affermando che le proposte della minoranza sono già in fase di attuazione. Ha spiegato che il problema per l'apertura di nuove sedi è la mancanza di macchinari. Ha invitato la minoranza ad aiutarlo a sollecitare il ministero. L'assessore ha poi criticato l'azione del sindacato Cub. Ha definito la loro protesta una strumentalizzazione dei lavoratori. Secondo Nicolai, la battaglia sindacale non ha portato a rivendicazioni concrete. Ha aggiunto che senza le rimostranze sull'uso del personale LPU, si sarebbero potute evadere mille richieste in più. Il consigliere Marco Zocca ha ribattuto, affermando che il centrosinistra dovrebbe essere più sensibile alle questioni sindacali. Il consigliere Stefano Notarangelo ha evidenziato la mancanza di tempestività nella gestione dell'emergenza.
La replica della maggioranza e l'appello finale
I consiglieri di maggioranza hanno risposto al fuoco incrociato con un proprio ordine del giorno. Questo documento invita la giunta a proseguire e rafforzare le azioni già intraprese. La consigliera Martina Corbetti ha dichiarato che la situazione viene gestita nel migliore dei modi. Il consigliere Massimo Bardin ha confermato la disponibilità di 6 mila slot per gli appuntamenti. Ha espresso fiducia nel completamento delle pratiche grazie al personale aggiuntivo. L'assessore Nicolai ha concluso la seduta con un appello alla collaborazione. Ha chiesto alla minoranza di aiutarlo a informare i cittadini. Ha sottolineato che la carta d'identità elettronica non è l'unico documento valido. Ha invitato i cittadini a valutare le proprie reali esigenze. Ha chiesto di dare precedenza a chi ha urgenze più pressanti. La gestione delle carte d'identità a Vicenza richiede uno sforzo congiunto.