Nuovo rinvio per le udienze preliminari a Vicenza relative al caso delle false vaccinazioni anti-Covid. L'inchiesta coinvolge 25 persone, tra cui la cantante Madame e l'ex tennista Camila Giorgi.
Udienze preliminari rinviate a Vicenza
Le udienze preliminari a Vicenza sono state ulteriormente posticipate. Le nuove date fissate sono il 18 gennaio e il primo febbraio. Queste sessioni riguardano un'indagine complessa su presunte vaccinazioni anti-Covid fittizie. L'obiettivo era ottenere il Green Pass senza aver ricevuto il vaccino.
Sono complessivamente 25 persone indagate in questa vicenda. Le accuse a loro carico variano e includono falso ideologico, corruzione e peculato. La giustizia sta cercando di fare chiarezza su questi gravi reati.
Motivi del rinvio giudiziario
Il recente rinvio è stato causato da un'incompatibilità del giudice. Il magistrato che doveva presiedere l'udienza aveva precedentemente preso decisioni durante la fase delle indagini. Questo ha reso impossibile la sua partecipazione al procedimento attuale. La legge prevede infatti che i giudici non possano occuparsi di casi in cui abbiano già espresso pareri o preso provvedimenti.
La necessità di sostituire il giudice ha comportato un ulteriore slittamento dei tempi. La giustizia deve garantire imparzialità e correttezza in ogni fase del processo. La ricerca della verità procede, seppur con qualche intoppo burocratico.
Personaggi noti coinvolti nell'inchiesta
Tra le persone indagate figurano nomi noti al grande pubblico. L'ex tennista Camila Giorgi ha presentato una richiesta di patteggiamento. Anche la cantante Francesca Calearo, conosciuta artisticamente come Madame, è coinvolta nell'inchiesta. La sua posizione è al vaglio degli inquirenti.
Al centro dell'indagine vi è la dottoressa Daniela Grillone Tecioiu. Viene indicata come la principale indagata. Si sospetta che abbia falsificato le vaccinazioni. Avrebbe gettato il contenuto delle fiale per poi rilasciare i Green Pass. Anche lei ha chiesto di patteggiare con l'accusa.
Origine dell'indagine e rischio prescrizione
L'inchiesta è partita nel 2021. È stata avviata a seguito di una segnalazione dell'Ulss 8 Berica. Le autorità sanitarie avevano notato un numero insolitamente elevato di richieste di vaccinazione. Questa anomalia ha fatto scattare i controlli. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile di Vicenza, guidata dal vicequestore Lorenzo Ortensi.
Per alcuni degli indagati incombe il rischio della prescrizione. Questo riguarda in particolare i reati di falso. La legge italiana prevede infatti dei termini entro cui un reato può essere perseguito. Superati tali termini, il reato si estingue. La situazione legale di alcuni imputati appare quindi incerta.