Cinque famiglie a Vicenza vivono in condizioni invivibili a causa dei cantieri per l'Alta Velocità. Nonostante la loro casa sia rimasta in piedi, chiedono ora che venga demolita per ottenere un risarcimento e trasferirsi altrove.
Situazione insostenibile in via Boccherini
La vita al civico 27 di via Boccherini a Vicenza è diventata un incubo per cinque famiglie. L'unica palazzina rimasta in piedi tra gli abbattimenti per il cantiere Tav è ora circondata da polvere e rumori incessanti. I residenti lamentano l'impossibilità di svolgere le normali attività quotidiane, costretti a una vita di reclusione tra le proprie mura.
Da tempo, gli abitanti chiedono la demolizione della loro abitazione. L'edificio non è stato espropriato da Iricav, ma i lavori hanno comunque compromesso la loro qualità di vita. La signora Maria Sanson, residente al piano terra, esprime la sua frustrazione: «Cosa costava a loro buttare giù anche la nostra casa come avevamo chiesto?».
La vicinanza ai binari, seppur di pochi metri, sembra aver determinato la scelta di non demolire. «I progettisti hanno tirato una riga sulla carta senza guardare la realtà sul campo», commenta amaramente la signora Sanson. L'orto e i posti macchina interni sono stati acquisiti, ma la palazzina è rimasta in piedi, creando un paradosso per chi la abita.
Vita quotidiana stravolta dai cantieri
Le abitudini dei cinque nuclei familiari sono state radicalmente modificate. Stendere il bucato fuori dalla finestra è diventato impossibile a causa della polvere sollevata dai lavori. Anche godersi il terrazzo è un lusso negato, con l'aria che diventa irrespirabile. La signora Sanson, che non gode di buona salute, si trova a sopportare una situazione che definisce «da piangere».
Recentemente, i camion hanno trasportato nuovi detriti nell'area, accumulando macerie provenienti da altre demolizioni. La situazione è peggiorata con l'inizio della macinazione dei resti per produrre terra edile. «Siamo costretti a sorbirci tutto questo», afferma la signora Sanson, descrivendo rumori continui e incessanti che mettono a dura prova i nervi.
Il rumore dei cingolati e del nastro trasportatore si percepisce distintamente, anche con le serrande abbassate. La casa non solo vibra, ma trema interamente, con mobili che scricchiolano e oggetti che oscillano. La cucina è diventata una stanza invivibile, costringendo gli abitanti a chiudersi in camera per trovare un minimo sollievo. «Ci eravamo adattati al transito dei treni a pochi metri da noi, però questo è davvero troppo», conclude.
Ricerca di soluzioni e paradosso legale
Nonostante la rassegnazione, gli abitanti dello stabile stanno cercando una soluzione tramite il loro legale. Edoardo Miele, figlio della signora Sanson e residente all'ultimo piano, conferma che l'avvocato sta cercando risposte da Iricav. È in corso una trattativa, ma l'esito è incerto.
Miele respinge l'accusa di essere contrari all'alta velocità, definendo la situazione «un caso paradossale e assurdo». Fatica a comprendere l'insistenza nel non proporre un'alternativa credibile per la loro abitazione. Le giornate scorrono con le tapparelle perennemente abbassate, un palliativo temporaneo.
Il periodo degli abbattimenti dei palazzi vicini è stato difficile, ma anche la situazione attuale non è da meno. La preoccupazione maggiore riguarda il futuro, in particolare il previsto raddoppio dei binari. «Speriamo di non essere più qui», auspica Miele, con la speranza di trovare una sistemazione altrove prima di ulteriori disagi.
Domande frequenti
Perché i residenti di via Boccherini chiedono la demolizione della loro casa?
I residenti chiedono la demolizione perché la loro abitazione, pur non essendo stata espropriata, è diventata invivibile a causa dei continui rumori, polvere e vibrazioni provocate dai lavori per l'Alta Velocità. Sperano che la demolizione porti a un indennizzo per potersi trasferire altrove.
Qual è la posizione di Iricav riguardo alla richiesta dei residenti?
Al momento, non è chiara la posizione ufficiale di Iricav riguardo alla richiesta specifica di demolizione dell'edificio al civico 27 di via Boccherini. È in corso una trattativa legale tramite l'avvocato dei residenti, ma l'esito è ancora incerto.