Una neonata è deceduta a Vicenza 19 giorni dopo il parto. I genitori, distrutti dal dolore, chiedono giustizia e pretendono di conoscere le cause esatte del decesso, mentre la magistratura ha aperto un'inchiesta.
Dolore e richiesta di verità dei genitori
Le parole del padre della piccola Shira esprimono un dolore lancinante. «Siamo senza parole», ha dichiarato. «È difficile spiegare come si possano sperimentare in poco tempo la gioia più grande e il dolore più profondo». La neonata è deceduta all'ospedale San Bortolo. Questo evento ha segnato la fine di una giovane vita, lasciando i genitori in uno stato di profonda sofferenza. La richiesta di verità è forte e chiara.
La piccola Shira è morta diciannove giorni dopo la sua nascita. Le circostanze del decesso hanno portato i genitori a denunciare l'accaduto ai carabinieri. La famiglia ha deciso di affidarsi al gruppo Giesse, specializzato in casi di presunta malasanità. Questo gruppo ha nominato l'avvocato Nicolò Pettenuzzo. È stato incaricato anche il medico legale Marco Filippo Scaglione. Il suo compito sarà seguire l'esame autoptico.
Autopsia disposta dalla magistratura
Giovedì mattina è stata eseguita l'autopsia sul corpo della piccola Shira. L'esame autoptico è stato disposto dal pubblico ministero Todeschini. La magistratura ha aperto un'inchiesta sul caso. Al momento, il fascicolo è stato aperto senza indagati. L'obiettivo è accertare le cause precise del decesso. Si vuole capire se vi siano state responsabilità mediche. L'esame autoptico è un passo cruciale per fare luce sulla vicenda.
La magistratura intende analizzare ogni aspetto della vicenda. Si cercherà di capire se il decesso poteva essere evitato. Oppure, se i medici hanno fatto tutto il possibile date le circostanze. La speranza è che l'autopsia possa fornire risposte concrete ai genitori. Questo permetterà di dare un nome al loro immenso dolore.
Ricostruzione dei fatti
La piccola Shira è venuta alla luce il 22 marzo. Subito dopo il parto, però, è stata ricoverata in incubatrice. I genitori, una coppia di origini africane residente in provincia, hanno vissuto giorni di angoscia. Hanno pregato affinché tutto si risolvesse per il meglio. Purtroppo, venerdì scorso, il cuore della piccola ha smesso di battere. Questo ha segnato la tragica conclusione della sua breve esistenza.
Il padre ha raccontato gli ultimi momenti. «Sono rimasto con loro fino al primo pomeriggio», ha ricordato. Poi è tornato a casa a riposare. Poco dopo, è stato avvisato del trasferimento della figlia in un altro reparto. Non sono state fornite motivazioni immediate. Tornato in ospedale, il padre ha chiesto spiegazioni al personale del San Bortolo.
Gli è stato riferito di “ittero neonatale”. Il personale lo ha rassicurato che la bimba «è stabile». Il padre è tornato nuovamente a casa. Poco dopo, ha ricevuto un'altra telefonata. «Mi è stato detto che mentre si trovava al nido, nostra figlia ha avuto un arresto respiratorio», ha continuato il padre. Sembra che il personale medico si sia accorto tardi dell’apnea in corso. Ciò ha reso necessari interventi urgenti per limitare i danni neurologici. Purtroppo, questi interventi non sono stati sufficienti. Dopo un ulteriore peggioramento, la piccola Shira è deceduta.
Il sostegno del gruppo Giesse
Massimo Gottardo, del gruppo Giesse Vicenza, ha commentato la situazione. «I genitori di Shira stanno vivendo un dolore inimmaginabile che avrebbero voluto tenere celato», ha affermato. «Se hanno deciso di esporsi è perché hanno letto gli articoli usciti su Il Giornale di Vicenza con varie ipotesi su quanto accaduto». Gottardo ha sottolineato che nessuno vuole puntare il dito contro il personale sanitario. Tuttavia, è necessario accertare la verità dei fatti. Questo per il rispetto dovuto ai genitori della piccola. Bisogna capire se ci sono eventuali responsabilità.
Il gruppo Giesse esprime fiducia nella magistratura. «Siamo certi che la magistratura analizzerà ogni aspetto della vicenda, senza tralasciare nulla», ha concluso Gottardo. La speranza è che venga fatta giustizia per la piccola Shira e che i suoi genitori possano trovare un po' di pace.