Il Comune di Vicenza ha inviato una richiesta al Ministero delle Infrastrutture e a Rfi per approfondire l'opzione zero per la Tav est. Si valuta la possibilità di mantenere i binari esistenti, evitando espropri e impatti sul patrimonio Unesco.
Nuove richieste per la Tav nel vicentino
La questione dello sviluppo a est della linea ad alta velocità-alta capacità (Tav/Tac) rimane aperta. Il Comune di Vicenza ha inoltrato una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e a Rfi. L'obiettivo è ottenere ulteriori chiarimenti su diverse opzioni progettuali. Si pongono interrogativi sulla fattibilità di mantenere gli attuali binari ferroviari. La comunicazione giunge dopo incontri con le famiglie interessate dal tracciato.
Il dossier è in continua evoluzione. L'amministrazione comunale attende ancora un report ministeriale. Questo documento dovrà analizzare gli impatti delle diverse soluzioni proposte per il terzo lotto funzionale. Il tratto in esame collega Vicenza a Padova. Si concentra in particolare sul segmento tra Vicenza e Grisignano.
Le ipotesi sul tavolo includono un tracciato a raso, una galleria corta e una galleria lunga. La decisione finale è ancora lontana. La lettera del Comune mira a integrare nuove istanze nel processo decisionale. Queste richieste nascono da recenti confronti con i residenti.
L'opzione zero al centro della discussione
Il consigliere delegato all'alta velocità, Angelo Tonello, ha illustrato i contenuti della lettera. Lo ha fatto durante una seduta della commissione Territorio. Erano presenti i comitati Setteca’, Pro-Galleria a Vicenza Est e RispettiAmo Vicenza. I primi due comitati hanno presentato la “Soluzione 2014”. Questa prevede l'interramento della linea storica. La nuova linea Av/Ac sarebbe in una galleria lunga. Non ci sarebbe alcuno scavalco dei binari a Setteca’. Il terzo comitato ha invece esposto le ragioni a sostegno dell'opzione zero.
Tra i punti chiave della comunicazione comunale, spicca la richiesta di rivalutare l'opzione zero. Questa soluzione mira a realizzare l'alta velocità senza modificare il sedime ferroviario esistente. Tale ipotesi era stata precedentemente scartata da Rfi nel marzo 2025. Tuttavia, l'amministrazione comunale ritiene prioritario approfondirla. Si chiede dunque di disporre di dati tecnici completi.
Questi dati permetteranno un confronto dettagliato. Si valuteranno la capacità ferroviaria e gli impatti di questa scelta rispetto al raddoppio dei binari. L'idea emersa è di iniziare il terzo lotto da strada di Setteca’. La questione dell'uscita a est dalla stazione di Vicenza verrebbe affrontata insieme a quella dell'ambito stazione di Padova.
Richieste di chiarimenti su espropri e patrimonio Unesco
Un altro aspetto fondamentale sollevato dal Comune riguarda gli espropri. Si richiede un'analisi dettagliata del numero di occupazioni. Vengono distinte quelle definitive da quelle temporanee. Si chiede inoltre di conoscere le distanze tra gli edifici esistenti e le future barriere antirumore. La chiarezza è invocata anche riguardo alle tempistiche di realizzazione dei lavori per ciascuna opzione.
Particolare attenzione è dedicata all'impatto sul patrimonio Unesco. Viene ribadita la necessità di evitare lo scavalco a Setteca’, indipendentemente dalla soluzione adottata. Si chiede inoltre di stralciare dal progetto il cavalcaferrovia previsto tra viale della Pace e via Martiri delle Foibe. Infine, è stata avanzata la richiesta di una fermata Sfmr nella zona di Ca’ Balbi.
Le persone hanno chiesto anche:
Qual è l'opzione zero per la Tav est di Vicenza?
L'opzione zero per la Tav est di Vicenza prevede la realizzazione della linea ad alta velocità-alta capacità senza intervenire sul sedime ferroviario esistente, mantenendo quindi i binari attuali.
Chi ha inviato la lettera al Ministero e a Rfi?
La lettera è stata inviata dal Comune di Vicenza, tramite il consigliere delegato all'alta velocità Angelo Tonello.
Quali sono le principali preoccupazioni del Comune di Vicenza riguardo alla Tav est?
Le principali preoccupazioni riguardano gli espropri, gli impatti sul patrimonio Unesco, la necessità di evitare scavalchi a Setteca' e la chiarezza sulle tempistiche e sulle distanze delle infrastrutture.
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