Demolizione ex Albergo Cittadino per Tav
L'edificio comunale di via Giordano a Vicenza, che per circa trent'anni ha ospitato persone in difficoltà, è destinato alla demolizione. La struttura, utilizzata prima come Albergo Cittadino e poi come ricovero per la bassa soglia, verrà abbattuta per consentire i lavori legati alla Tav (Treno ad Alta Velocità).
Entro la fine della settimana lo stabile sarà completamente svuotato. Lunedì prossimo, le chiavi passeranno dal Comune al Consorzio Iricav Due, responsabile dei cantieri Tav. L'immobile, dopo la preparazione tecnica necessaria, sarà demolito a breve.
Un cambio di paradigma nell'assistenza
La chiusura e demolizione della struttura di via Giordano segna la fine di un'era per l'emergenza abitativa cittadina. L'amministrazione comunale ha deciso di abbandonare il modello di accoglienza centralizzata in grandi strutture, definito «ad hub», per adottare un sistema di «accoglienza diffusa».
Questa nuova strategia prevede l'utilizzo di appartamenti e piccoli nuclei abitativi. Tale cambiamento è stato reso necessario anche dall'aumento della pressione sui servizi, aggravata dalla pandemia e dalla crescente emergenza abitativa, che ha visto un numero elevato di persone, tra adulti e minori, beneficiare dei servizi di accoglienza.
Nuovi alloggi e modello diffuso
I fondi derivanti dall'esproprio dell'area da parte di Iricav Due, pari a 3,5 milioni di euro, hanno permesso di finanziare parte di questa transizione. Circa 500 mila euro sono stati investiti per ristrutturare e rendere disponibili appartamenti destinati a compensare i posti persi con la demolizione. L'obiettivo è garantire un'accoglienza più ordinata e integrata.
Attualmente, il Comune ospita 147 adulti e 59 minori in condizioni di grave emergenza abitativa, distribuiti tra appartamenti, villette e la struttura di San Bernardino. L'assessore ai servizi sociali, Matteo Tosetto, parla di un «modello Vicenza», sottolineando come la differenziazione dell'accoglienza per esigenze specifiche abbia permesso, ad esempio, di trasferire tutti i minori dalla struttura di San Marco in appartamenti dedicati ai nuclei familiari.