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Associazioni vicentine condannano l'azione militare israeliana contro la Freedom Flotilla. Richiesta l'immediata liberazione dei volontari impegnati in missione umanitaria.

Indignazione per l'operazione militare

La Rete di Sale, coordinamento di associazioni della Diocesi di Vicenza, ha espresso forte preoccupazione. Hanno manifestato indignazione per l'operazione militare israeliana. L'azione ha colpito i volontari della Freedom Flotilla. Le associazioni chiedono la liberazione immediata dei partecipanti. Questi volontari erano impegnati in una missione umanitaria.

La presa di posizione è netta e dura. Il coordinamento riunisce diverse realtà associative locali. Tra queste figurano la Cisl provinciale, l'Azione Cattolica e la Pastorale sociale del Lavoro. La loro nota denuncia un atto vergognoso. L'assalto è avvenuto in acque internazionali. Si chiede la liberazione di chi porta speranza.

Critiche al governo israeliano

La nota diffusa dalle associazioni vicentine esprime dolore e preoccupazione. Viene espresso un fermo biasimo per l'operazione militare. Questa è stata condotta dal Governo di Israele. L'azione si è svolta al largo di Creta. Le acque in cui è avvenuto l'incidente erano internazionali.

Secondo Rete di Sale, l'intervento militare è un atto grave. Ha colpito persone impegnate in una missione umanitaria. L'operazione solleva interrogativi sul rispetto del diritto internazionale. Mette in discussione la tutela di chi opera per portare aiuti. Si contesta la protezione di chi testimonia solidarietà nelle aree di crisi.

Richiesta di liberazione dei volontari

Le associazioni del territorio vicentino chiedono con forza. Vogliono l'immediata liberazione dei volontari coinvolti. Ribadiscono la necessità di proteggere chi lavora per la pace. Si sottolinea l'importanza di chi promuove il dialogo. Fondamentale è anche chi offre assistenza umanitaria. Questo è particolarmente vero in un contesto internazionale già segnato da conflitti.

Circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla erano diretti a Gaza. Sono stati intercettati dalle forze israeliane. L'intercettazione è avvenuta in acque internazionali. Gli attivisti sono poi sbarcati a Creta. Erano sotto scorta della guardia costiera greca. Due di loro saranno portati in Israele. Dovranno essere interrogati dalle autorità israeliane.

Denunce di soprusi e violenze

Gli attivisti hanno denunciato 40 ore di soprusi. Questi sarebbero avvenuti a bordo di una nave militare israeliana. Hanno parlato di violenze subite. Hanno segnalato privazioni e feriti tra i partecipanti. È stato avviato uno sciopero della fame. Sono stati richiesti interventi internazionali. Si è chiesta anche assistenza consolare per i partecipanti.