Associazioni vicentine condannano l'azione militare israeliana contro la Freedom Flotilla. Chiedono la liberazione immediata dei volontari impegnati in missione umanitaria.
Rete di Sale esprime sdegno per l'operazione militare
Il coordinamento Rete di Sale, che riunisce diverse associazioni della Diocesi di Vicenza, ha manifestato profonda indignazione. L'organizzazione ha condannato fermamente l'operazione militare israeliana. Questa azione ha colpito i volontari della Freedom Flotilla. Le associazioni chiedono la liberazione immediata dei partecipanti. Essi erano impegnati in una missione di carattere umanitario.
La nota diffusa esprime «indignazione, dolore e grande preoccupazione». Il coordinamento ha espresso un fermo biasimo. Questo è rivolto al Governo di Israele. L'operazione è avvenuta in acque internazionali. Nello specifico, al largo dell'isola di Creta. L'intervento è considerato un atto grave. Questo perché colpisce persone impegnate in un'attività umanitaria.
L'azione solleva seri interrogativi. Riguardano il rispetto del diritto internazionale. Viene messa in discussione anche la tutela di chi opera per portare aiuti. Si contesta la protezione di chi testimonia solidarietà. Questo avviene in aree già segnate da conflitti.
Volontari della Flotilla intercettati in mare
Circa 175 attivisti facevano parte della Global Sumud Flotilla. La loro destinazione era Gaza. Le forze israeliane li hanno intercettati in acque internazionali. Successivamente, sono sbarcati sull'isola di Creta. Erano sotto la scorta della guardia costiera greca. Due attivisti saranno portati in Israele. Lì dovranno rispondere a domande.
Gli attivisti hanno denunciato 40 ore di presunti soprusi. Questi sarebbero avvenuti a bordo di una nave militare israeliana. Hanno parlato di violenze subite. Hanno riferito di privazioni e di persone ferite. È stato avviato uno sciopero della fame. Sono state richieste azioni internazionali. Si attende anche assistenza consolare.
Appello per la liberazione dei volontari
Rete di Sale chiede con forza l'immediata liberazione dei volontari. Questo appello è rivolto a tutte le autorità competenti. Le associazioni vicentine ribadiscono la necessità di proteggere chi lavora per la pace. Si sottolinea l'importanza di chi promuove il dialogo. Fondamentale è anche chi offre assistenza umanitaria. Questo è particolarmente vero in un contesto internazionale complesso.
L'organizzazione, che include realtà come la Cisl provinciale, l'Azione Cattolica e la Pastorale sociale del Lavoro, ha definito l'assalto «una vergogna». Hanno usato parole di «sdegno» per l'azione avvenuta in acque internazionali. Il messaggio è chiaro: «Si liberi subito chi porta speranza». La presa di posizione è dura e netta. Ribadisce la solidarietà con i volontari della Freedom Flotilla.