Quattro imprenditori di Vicenza sono indagati per aver ottenuto illecitamente oltre 9 milioni di euro in finanziamenti pubblici. Sono scattati sequestri per un valore di circa 4 milioni di euro.
Indagati per truffa e malversazione
La Guardia di Finanza di Vicenza ha denunciato quattro ex amministratori di una società del settore automotive. A loro si contestano gravi reati. Sono ipotizzate truffa aggravata contro lo Stato. Si aggiungono malversazione di fondi pubblici. Infine, bancarotta fraudolenta.
Questi imprenditori avrebbero ottenuto finanziamenti pubblici in modo illecito. L'ammontare complessivo supera i 9 milioni di euro. L'indagine è coordinata dalla Procura di Vicenza. L'obiettivo è recuperare i fondi sottratti.
Sequestri per oltre 4 milioni di euro
A seguito delle indagini, sono stati disposti ingenti sequestri. Le Fiamme Gialle hanno confiscato 15 immobili. Tra questi spicca una villa di lusso con piscina. Il suo valore è stimato oltre 2,5 milioni di euro. La dimora si trova nei suggestivi Colli Berici.
Sono stati sequestrati anche 18 terreni. Le autorità hanno inoltre confiscato tre automobili. Sono state pignorate quote societarie di otto diverse aziende. Infine, sono state bloccate disponibilità finanziarie per oltre 4 milioni di euro.
Società ha occultato la situazione economica
La società indagata avrebbe agito con estrema disinvoltura. Ha prodotto documentazione palesemente alterata. L'obiettivo era nascondere la reale situazione economica. Questo stratagemma serviva a superare i controlli. Gli enti erogatori sono stati così indotti in errore. Hanno concesso i finanziamenti basandosi su dati falsi.
Tra gli episodi contestati, emergono compensi non dovuti. Il presidente del consiglio di amministrazione avrebbe ricevuto circa 186mila euro. Questi compensi non erano stati deliberati. Inoltre, sono stati utilizzati indebitamente crediti d'imposta. Questi erano finanziati con fondi del Pnrr. L'ammontare ammonta a circa 115mila euro. Tale uso improprio era già stato oggetto di un precedente sequestro.
Fondi Covid deviati a società estera
Le indagini hanno svelato un ulteriore raggiro. Sono stati scoperti 282mila euro. Questi fondi provenivano da finanziamenti pubblici. Erano destinati a sostenere le imprese in difficoltà. La crisi Covid aveva creato una situazione di emergenza. Invece di aiutare le aziende italiane, i soldi sono stati deviati. Sono finiti a una società controllata all'estero.
Questo uso fraudolento dei fondi pubblici aggrava la posizione degli indagati. La Guardia di Finanza continua le verifiche. Si cerca di ricostruire l'intera rete di illeciti. La Procura di Vicenza mira a fare piena luce sull'accaduto.