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Nel Vicentino, oltre 1.300 piccoli esercizi commerciali hanno cessato l'attività negli ultimi dieci anni. L'aumento dei costi di affitto è una delle cause principali di questa crisi.

Calo significativo dei negozi di vicinato

La provincia di Vicenza ha visto una drastica riduzione delle sue attività commerciali di prossimità. In un arco temporale di dieci anni, sono scomparse ben 1.316 vetrine. Questo dato rappresenta una flessione del 9,8% del tessuto commerciale locale. La situazione è preoccupante e riflette una tendenza più ampia che interessa anche il resto del Veneto e l'Italia intera.

L'Osservatorio reciprocità e commercio locale, realizzato da Nomisma, ha messo in luce questi numeri. L'analisi confronta i dati dal 2015 al 2025. In Italia, la perdita totale di negozi di vicinato supera le 86.000 unità. Il Veneto, nello specifico, ha registrato un saldo negativo di 9.952 esercizi. Altre province venete come Padova e Treviso hanno subito perdite maggiori in termini assoluti, rispettivamente 2.074 e 2.046 attività.

Settori più colpiti e aree di crescita

La diminuzione delle attività commerciali non è uniforme tra tutti i settori. I comparti che hanno sofferto maggiormente sono quelli legati alla cultura, allo svago, al tessile, all'abbigliamento e agli accessori. Anche settori tradizionali come ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari hanno registrato un calo. Questi dati emergono chiaramente dal report di Nomisma.

Ci sono però anche segnali di ripresa in alcune aree. Il commercio di articoli per l'edilizia mostra un andamento positivo, spinto dal settore delle costruzioni. Anche i servizi legati alla cura della persona stanno crescendo, grazie a una domanda in aumento. La ristorazione si conferma il settore trainante, con un incremento sia del numero di imprese attive sia degli addetti impiegati.

Ricavi in aumento per chi resiste

Nonostante la chiusura di molte attività, quelle che sono riuscite a sopravvivere hanno visto un aumento dei loro ricavi. In Italia, tra il 2015 e il 2024, le imprese rimaste sul mercato hanno registrato un incremento medio dei ricavi del 37,6%. Questo dato, tuttavia, nasconde significative differenze tra le grandi imprese, che mostrano performance solide, e le piccole realtà, che affrontano maggiori difficoltà economiche.

A Vicenza, le attività che hanno continuato a operare hanno visto i loro ricavi crescere del 34,2%. Le province di Belluno e Padova hanno registrato gli aumenti maggiori, rispettivamente del 53,7% e del 40,2%. Meno marcata la crescita a Treviso e Venezia, con aumenti del 27,4% e del 28,3%.

L'impatto degli affitti elevati

Un fattore determinante nella crisi dei negozi di vicinato sono gli affitti. L'Osservatorio di Nomisma segnala un incremento generalizzato dei canoni di locazione in tutto il Veneto, ben al di sopra della media nazionale. A Vicenza, l'aumento è stato del 20,9%. Le province di Rovigo, Treviso e Belluno hanno registrato aumenti ancora più consistenti, rispettivamente del 28,2%, del 26,1% e del 24,5%. A Venezia, l'incremento è stato più contenuto, pari al 13,8%.

L'aumento dei costi di affitto, unito ai cambiamenti nelle abitudini di acquisto dei consumatori, rappresenta una delle cause principali della sofferenza del commercio locale. Questi fattori mettono a serio rischio la sostenibilità economica delle piccole imprese.