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Un'operazione antidroga ha portato a nove misure cautelari in Veneto. Un detenuto gestiva lo spaccio dal carcere sfruttando messaggistica criptata. L'indagine ha sequestrato ingenti quantità di stupefacenti e una pistola.

Spaccio di cocaina gestito dal carcere di Vicenza

Un cittadino albanese deteneva il controllo di un'estesa rete di spaccio. Operava direttamente dalla sua cella nel carcere di Vicenza. La sostanza smerciata era principalmente cocaina. La rete criminale si estendeva su più province venete. Le aree interessate includevano Vicenza, Padova, Rovigo e Treviso. L'operazione è scattata questa mattina. Le forze dell'ordine coinvolte sono la Guardia di Finanza e la Questura di Rovigo. La Procura di Rovigo ha coordinato l'intera azione investigativa. Sono state emesse nove misure cautelari. Quattro persone sono finite in carcere. Altre quattro sono agli arresti domiciliari. Una quinta persona dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria.

Accuse e modus operandi dell'organizzazione

Le accuse mosse agli indagati sono gravi. Riguardano il traffico e la detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Viene contestato anche l'accesso indebito a strumenti di comunicazione. Questo reato è specifico per i detenuti. L'indagine ha preso avvio nel 2024. Il punto di partenza fu un arresto a Vicenza. Un cittadino algerino fu fermato. Aveva con sé oltre 7,7 chilogrammi di droga. La sostanza era composta da cocaina e hashish. Le ricostruzioni degli inquirenti delineano un quadro preciso. Il presunto capo dell'organizzazione agiva dal carcere. Sfruttava piattaforme di messaggistica criptata. Questo gli permetteva di connettere fornitori e acquirenti. Gestiva anche la definizione dei prezzi. Si occupava della logistica degli scambi. L'attività illecita ha movimentato circa 85 chilogrammi di stupefacenti. Il giro d'affari stimato ammonta a 90 mila euro.

Sequestri e armi durante l'operazione

Durante l'operazione sono stati effettuati importanti sequestri. Le forze dell'ordine hanno recuperato circa 20 chilogrammi di hashish. Trovati anche quasi 850 grammi di cocaina. Oltre alla droga, è stata rinvenuta un'arma da fuoco. Si tratta di una pistola. La matricola dell'arma era abrasa. Era completa di caricatore. Conteneva anche 14 cartucce inesplose. Il possesso di armi da fuoco, specialmente con matricola abrasa, aggrava ulteriormente la posizione degli indagati. L'operazione dimostra la capacità delle forze dell'ordine di contrastare il crimine organizzato. Anche quando le attività sono gestite da persone detenute. La collaborazione tra diverse forze di polizia e la procura è stata fondamentale. Ha permesso di smantellare una rete di spaccio significativa nel territorio veneto.

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