L'ex ambasciatore italiano a Mosca, Giorgio Starace, esprime preoccupazione per il prolungato conflitto in Ucraina, evidenziando la stanchezza diffusa in Russia e le gravi ripercussioni economiche per Europa e Mosca.
Stanchezza russa e impatto economico
Giorgio Starace, ex ambasciatore d'Italia a Mosca, ha recentemente visitato la capitale russa. Ha riscontrato una diffusa sensazione di stanchezza tra gli imprenditori e la popolazione. Molti non comprendono le reali finalità del conflitto in corso. Le opportunità economiche di Europa e Russia vengono sacrificate da entrambe le parti.
Starace, con una carriera diplomatica quarantennale, ha servito in diverse sedi internazionali. È stato ambasciatore in Russia da settembre 2021 a gennaio 2024. Ha osservato l'inizio del conflitto ucraino. La sua esperienza è raccolta nel libro “La pace difficile. Diari di un ambasciatore a Mosca”.
Il diplomatico ritiene che lo strumento bellico abbia fallito nel risolvere i conflitti internazionali. La guerra attuale, secondo lui, è cambiata. Si è trasformata da grandi movimenti di truppe a un uso intensivo della tecnologia, in particolare dei droni.
Prospettive di fine conflitto
Nonostante la guerra continui, Starace non vede un imminente crollo dell'Ucraina. Le strutture europee rimangono saldamente a sostegno del paese. La coesione sociale ucraina persiste nel tentativo di resistenza. Il conflitto si configura come una lunga guerra di logoramento.
La Russia sembra attendere un cedimento dell'avversario. Tuttavia, non ha tenuto conto della forte resistenza ucraina e delle sue relazioni internazionali. L'Europa, nel suo complesso, non può fare a meno della Russia e viceversa. Le due entità hanno storicamente e culturalmente legami profondi.
Le previsioni indicano un conflitto potenzialmente più lungo della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Potrebbe evolvere verso un congelamento lungo una linea di tregua. Questo scenario si verificherebbe al raggiungimento dei limiti di uomini e risorse per entrambe le parti.
Ripercussioni economiche e soluzioni
I disagi che affliggono il mondo produttivo europeo si riflettono anche in Russia. Le opportunità economiche sono compromesse per entrambe le economie. La proposta di Eni di rivedere lo stop al gas russo dal 2027 è considerata illuminante. Fotografa la vulnerabilità dell'Italia e la delicatezza del tema energetico.
In caso di tregua, Starace suggerisce di rivedere il meccanismo delle sanzioni. L'Europa e la Russia sono interdipendenti. Il diplomatico ha commentato anche gli equilibri internazionali, notando un successore più europeista di Orban in Ungheria. Questo potrebbe favorire l'ingresso dell'Ucraina nell'UE.
Gli accordi commerciali europei con Mercosur, India e Australia sono visti positivamente. L'esecutivo comunitario dovrebbe perseguire attivamente tali accordi. La crisi di Hormuz è interpretata come parte del gioco tra USA e Cina. Trump mira a bloccare lo stretto in funzione anti-cinese.
L'Europa fatica a giocare un ruolo significativo a livello globale. Starace sottolinea la necessità di rafforzare la collaborazione tra le grandi capitali europee. Servono riforme per snellire il processo decisionale, come dimostrato dal blocco operato dall'Ungheria di Orban.
La situazione di emergenza attuale richiede rassicurazioni al mondo imprenditoriale. Il Patto di Stabilità potrebbe necessitare di un allentamento. La carriera diplomatica di Starace lo porta a riflettere sulla degenerazione dei rapporti internazionali. Il linguaggio aggressivo di alcuni leader, come Trump, ne è un sintomo.