Sei persone sono state fermate a San Bonifacio per una violenta rissa tra bande indiane che ha causato un decesso. Le indagini hanno rivelato un appuntamento per una resa dei conti nel parcheggio di un centro commerciale.
Maxi rissa a San Bonifacio: sei arresti
Un violento scontro tra due fazioni di cittadini indiani ha scosso San Bonifacio lo scorso novembre. Le bande si erano date appuntamento per una resa dei conti. L'incontro è avvenuto nel parcheggio di un centro commerciale. Circa 40 persone hanno partecipato allo scontro. Alcuni erano armati di pistole e coltelli.
Altri partecipanti brandivano spade e katane. Alcuni utilizzavano anche spranghe. La violenza è degenerata rapidamente. Un uomo è rimasto ferito da un proiettile. Non si trattava di ferite gravi. Un altro individuo è stato investito da un'auto.
Successivamente, la vittima è stata aggredita. È stata colpita ripetutamente con spranghe e bastoni. Le percosse sono state concentrate alla testa. L'uomo è deceduto il 12 presso l'Ospedale di Borgo Trento. La notizia ha scosso la comunità locale.
Indagini complesse e sei fermi
Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Verona. I Carabinieri di San Bonifacio hanno lavorato per oltre sei mesi. Hanno ricevuto supporto dal Nucleo Investigativo di Verona. L'Autorità giudiziaria scaligera ha diretto le operazioni. Sono state identificate oltre 25 persone coinvolte nella rissa. Sono state eseguite misure cautelari. I fermati sono ritenuti responsabili delle violenze più gravi.
Le indagini sono state particolarmente complesse. Mancavano immagini di videosorveglianza. Gli investigatori hanno analizzato decine di lettori targhe. Sono stati esaminati video privati pubblicati sui social media. Le dichiarazioni di testimoni e feriti sono state raccolte. I feriti si sono dimostrati reticenti.
Si è trattato di un regolamento di conti tra bande rivali. La scelta di San Bonifacio è stata casuale. I contendenti non avevano legami con il territorio veronese. La località era facilmente raggiungibile per tutti. Questo ha reso la cittadina un luogo di incontro neutro.
Operazione dei Carabinieri
All'alba del 7 maggio, oltre 50 militari sono entrati in azione. L'operazione ha coinvolto diverse province. Sono state interessate Brescia, Cremona, Parma, Lodi, Vicenza e Rimini. Sono stati eseguiti sei provvedimenti restrittivi. I fermati sono i principali indiziati. Il Gip Livia Magri ha disposto le misure. Le perquisizioni dei mesi scorsi avevano già portato al sequestro di armi.
Sono state trovate armi bianche, katane e coltelli. Sembra che una nuova rissa fosse in preparazione. Gli arrestati sono stati tradotti in carcere. Si trovano a Vicenza, Cremona, Parma e Rimini. La giustizia sta facendo il suo corso per i responsabili.