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Richieste condanne nel processo PFAS a Vicenza

La Procura di Vicenza ha formulato richieste di condanna per un totale di 121 anni e 6 mesi nei confronti dei manager che si sono succeduti alla guida della Miteni. L'udienza, tenutasi presso il tribunale di Vicenza, ha visto i pubblici ministeri Blattner e Fietta esporre le proprie conclusioni in merito alle accuse di avvelenamento delle acque, disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti e inquinamento.

Le imputazioni spaziano su diversi reati, tra cui spiccano l'avvelenamento delle acque, il disastro ambientale innominato, la gestione non autorizzata di rifiuti e l'inquinamento ambientale. A queste si aggiungono contestazioni relative a reati fallimentari, a testimonianza della complessità delle vicende giudiziarie legate alla storica azienda chimica.

Dettaglio delle richieste di pena

Le richieste di pena variano significativamente tra i diversi imputati. Per alcuni manager, come Yuji Suetsune, Naoyuki Kimura, Achim Georg Riemann, Alexander Nicolaas Smit e Brian Anthony Mc Glynn, sono stati chiesti rispettivamente 16 anni e 17 anni e mezzo di reclusione. Altri dirigenti, tra cui Hendrik Schnitzer, affrontano richieste di 17 anni.

Per Luigi Guarracino la Procura ha sollecitato 12 anni di carcere, mentre per Antonio Nardone e Martin Leitgeb le richieste si attestano rispettivamente a 5 e 4 anni. Sono state invece chieste le assoluzioni per Maki Hosoda e Kenij Ito, mentre per Mario Fabris, Davide Drusian, Mauro Cognolato e Mario Mistrorigo la Procura ha domandato il proscioglimento dalle accuse.

Confisca e implicazioni economiche

Oltre alle pene detentive, la Procura ha richiesto la confisca di ingenti somme di denaro. Per l'azienda Miteni è stata avanzata una richiesta di confisca pari a 437.500 euro. La stessa cifra è stata richiesta per i manager Antonio Nardone, Martin Leitgeb e Brian Anthony Mc Glynn, evidenziando le presunte responsabilità economiche legate ai danni ambientali e alla gestione illecita.

Il processo Pfas, che vede alla sbarra 15 manager, rappresenta uno dei più importanti procedimenti giudiziari in Italia legati all'inquinamento chimico. La sentenza è attesa nei prossimi mesi, dopo un iter che ha già visto diverse fasi e approfondimenti investigativi.

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