Cronaca

Omicidio Fioretto: arrestato presunto killer dopo 33 anni

15 marzo 2026, 15:15 3 min di lettura
Omicidio Fioretto: arrestato presunto killer dopo 33 anni Immagine generata con AI Vicenza
AD: article-top (horizontal)

Duplice omicidio a Vicenza: svolta dopo 33 anni

Un arresto atteso da oltre trent'anni ha scosso la comunità di Vicenza. Le forze dell'ordine hanno fermato Umberto Pietrolungo, 58 anni, ritenuto il responsabile del brutale omicidio dei coniugi Pierangelo Fioretto e Mafalda Begnozzi. Il tragico evento risale alla sera del 25 febbraio 1991, quando la coppia venne assassinata nella propria abitazione in contrà Torretti.

L'indagine, definita un 'cold case', ha visto una svolta decisiva grazie ai progressi della scienza forense e a un meticoloso lavoro investigativo. La notizia dell'arresto è stata confermata questa mattina, mettendo fine a un'attesa durata più di tre decenni per la giustizia.

Le indagini e le prove raccolte sul luogo del delitto

La sera del delitto, intorno alle 20:15, vicini udirono un acceso diverbio seguito da colpi d'arma da fuoco. All'arrivo delle autorità, i coniugi Fioretto furono trovati senza vita, vittime di numerosi proiettili calibro 7,65. L'avvocato Pierangelo Fioretto, 59 anni, esperto in diritto fallimentare, e la moglie Mafalda Begnozzi, 52 anni, furono colpiti mortalmente, con ferite che suggerirono l'esecuzione di 'colpi di grazia'.

Sul luogo del crimine e nelle vicinanze furono rinvenuti elementi cruciali: guanti verdi da chirurgo, un'arma semiautomatica con silenziatore e, pochi giorni dopo, una seconda pistola simile lungo l'argine del Bacchiglione. Le armi, 'Nuova Molgora', erano pistole giocattolo modificate per sparare proiettili veri, rendendole armi letali. Nonostante il ritrovamento di impronte parziali e un guanto in pelle, le analisi dell'epoca non permisero di identificare i colpevoli.

Testimonianze e archiviazione del caso

Le testimonianze raccolte all'epoca furono fondamentali per ricostruire i movimenti dei presunti assassini. Si apprese che due uomini avevano cercato l'avvocato Fioretto sia in tribunale che presso la sua abitazione, utilizzando un'auto Alfa 75 rubata a Milano. Nonostante le descrizioni e gli sforzi investigativi, l'identificazione dei responsabili si rivelò impossibile con le tecnologie disponibili. Il caso venne archiviato nel 1996.

La svolta grazie alla scienza forense

Nel 2012, il gabinetto di polizia scientifica di Padova decise di riaprire il caso, sfruttando i progressi della scienza forense. Nuovi test genetici sulle prove raccolte nel 1991 portarono a isolare tre profili maschili da un guanto in pelle. La svolta definitiva arrivò nel febbraio 2023, quando un profilo genetico ottenuto da un altro caso corrispose a uno dei profili rinvenuti sul guanto.

Le indagini successive identificarono il proprietario del profilo genetico in Umberto Pietrolungo, nato a Cetraro. Confrontando le prove con il suo profilo, le descrizioni dei testimoni coincisero con i suoi tratti somatici. Pietrolungo, affiliato al clan calabrese Muto, era stato fermato nel 1991 con proiettili calibro 7,65 e spray narcotizzante, e successivamente coinvolto in altri reati.

L'arresto e le conferme

Le impronte digitali raccolte a Vicenza, analizzate con tecniche più precise, combaciarono perfettamente con quelle di Pietrolungo. L'uomo si trova attualmente detenuto a Cosenza, dove gli è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare per il duplice omicidio dei coniugi Fioretto. L'arresto segna la conclusione di una lunga e complessa indagine, portando finalmente un nome all'efferato crimine che aveva segnato la città di Vicenza.

AD: article-bottom (horizontal)