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Qatargate: Moretti respinge le accuse

L'eurodeputata vicentina Alessandra Moretti ha fermamente respinto ogni insinuazione legata allo scandalo del "Qatargate" che ha scosso il Parlamento Europeo. Nonostante non sia indagata, il suo nome è stato accostato alla vicenda dalla stampa internazionale.

La sua ex assistente parlamentare, ora collaboratrice di Moretti, ha visto il suo ufficio sigillato dalle autorità belghe. Questo provvedimento è scaturito dalle indagini sull'ex eurodeputato Antonio Panzeri, arrestato per presunta corruzione legata a influenze sul Qatar.

Viaggio a Doha e missione ufficiale

Sotto i riflettori mediatici è finito anche un viaggio effettuato da Moretti a Doha nel febbraio 2020. L'eurodeputata ha chiarito che si trattava di una missione ufficiale, partecipata da altri colleghi, con l'obiettivo di comprendere i progressi sui diritti dei lavoratori e l'accoglienza dei profughi afghani.

Durante la visita, sono stati incontrati diversi ministri qatarini e visitate strutture legate all'accoglienza umanitaria. Moretti ha sottolineato come il suo operato sia sempre stato improntato alla trasparenza e alla difesa dei diritti umani.

Indipendenza di giudizio e regole anti-pressione

Moretti ha ribadito la sua indipendenza di giudizio, ricordando anche un'interrogazione firmata contro le dichiarazioni dell'ambasciatore qatarino sull'omosessualità. Ha inoltre evidenziato la necessità di definire limiti e regole più stringenti per evitare che i parlamentari siano esposti a pressioni indebite da parte di lobbisti.

L'eurodeputata ha espresso il suo stupore per l'arresto di Panzeri, figura di spicco nella Commissione Diritti Umani, e ha manifestato solidarietà alla sua ex assistente per lo shock subito a causa del sequestro dell'ufficio.