Cronaca

Migranti, Tar Veneto: "Ritardi sistematici" a Vicenza e Venezia

20 marzo 2026, 13:00 2 min di lettura
Migranti, Tar Veneto: "Ritardi sistematici" a Vicenza e Venezia Immagine da Wikimedia Commons Vicenza
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Sentenze Tar Veneto su procedure asilo

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha emesso due importanti decisioni in data 18 marzo, condannando le Questure di Vicenza e Venezia. Le sentenze riguardano i ritardi nell'accesso alle procedure di richiesta d'asilo, giudicati dai giudici come «sistematici» e derivanti da inefficienze organizzative.

Queste decisioni fanno seguito a due ricorsi collettivi presentati nel 2025 da un gruppo di associazioni impegnate nel settore dell'immigrazione e dell'assistenza ai richiedenti asilo. Tra queste figurano Asgi, Cadus, Casa di Amadou, Emergency, Lungo la Rotta Balcanica, Oxfam Italia e Spazi Circolari.

Class action associazioni: un precedente

Per la prima volta in Italia, un'azione legale collettiva di questa natura è stata promossa esclusivamente da organizzazioni non governative. Il Tar del Veneto ha pienamente riconosciuto la legittimazione di queste associazioni ad agire anche in assenza di singoli ricorrenti.

I giudici hanno accolto entrambi i ricorsi, confermando che i termini di legge previsti per la presentazione delle domande di asilo sono stati violati in modo continuativo. Questo accertamento segna un punto di svolta nella tutela dei diritti dei richiedenti protezione internazionale.

Criticità organizzative e obblighi per le Questure

Secondo l'analisi del Tar, l'attuale assetto organizzativo degli uffici preposti alle richieste di asilo risulta inadeguato. Le risorse disponibili e lo sforzo richiesto dalla normativa non sono sufficienti a garantire un servizio efficiente. Le scelte organizzative dell'Amministrazione sono state ritenute non idonee a rispettare i tempi stringenti imposti dalla legge.

Le Questure di Vicenza e Venezia sono ora tenute a ripristinare la legalità entro un termine di 90 giorni. Dovranno procedere a una progressiva riduzione dei tempi di attesa, smaltire l'arretrato accumulato e implementare una gestione più efficace del procedimento di presentazione delle domande.

Accesso facilitato e garanzia di tempestività

L'obiettivo è garantire un accesso più agevole agli uffici per i richiedenti asilo e assicurare la tempestiva raccolta delle loro manifestazioni di volontà. Il Tar ha sottolineato che tali disfunzioni, incidendo su diritti fondamentali, sarebbero state tollerabili solo in presenza di fattori oggettivi e imprevedibili, non fronteggiabili con misure organizzative ragionevoli, cosa che non è stata dimostrata dall'Amministrazione.

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