Super perizia incidente Lobia
Una perizia tecnica ha stabilito che Davide Pilotto era al volante dell'auto al momento del tragico incidente avvenuto nell'agosto 2020 lungo strada di Lobia. La sua amica, Camilla Marcante, sarebbe invece stata trasportata sul sedile posteriore del veicolo.
Le conclusioni arrivano dal geometra Alessio Maritati, incaricato dal tribunale di eseguire una super perizia per chiarire la dinamica del sinistro che costò la vita a Pilotto e causò gravi ferite a Marcante, ora imputata di omicidio stradale.
Dinamica e dati della centralina
La relazione del perito, depositata di recente, è stata commissionata per analizzare la Opel Insignia coinvolta e ricostruire il momento dell'impatto. L'obiettivo era accertare le responsabilità e raccogliere dati pre-incidente dalla centralina del veicolo, in particolare sull'attivazione degli airbag e sull'occupazione dei sedili.
La perizia doveva anche chiarire se fosse possibile che una persona seduta anteriormente venisse proiettata sui sedili posteriori. Infine, si doveva stimare il tempo impiegato dall'acqua del torrente Orolo per invadere l'abitacolo dopo l'uscita di strada.
Limiti dei dati della centralina
L'analisi della centralina dell'auto, un modello del 2011, ha rivelato alcuni dati, ma con limitazioni significative. È emerso che entrambi gli interruttori delle cinture di sicurezza erano slacciati e che l'airbag del passeggero si era attivato. Tuttavia, lo stato di occupazione dei sedili anteriori è risultato «sconosciuto» e la classificazione del passeggero «non applicabile».
Il perito Maritati ha sottolineato che la centralina di quel modello non è dotata di un sistema elettronico per rilevare l'occupazione dei sedili, rendendo impossibile ottenere informazioni precise sulla posizione degli occupanti al momento dell'impatto.
Conclusioni sulla dinamica
Nonostante i limiti della centralina, Maritati, basandosi su tutti gli accertamenti effettuati, incluso un sopralluogo sul luogo dell'incidente, ha concluso che la causa principale sarebbe riconducibile a un errore di guida. Il veicolo viaggiava a circa 55 chilometri orari quando, stringendo eccessivamente una curva, la ruota anteriore destra ha colpito il bordo del marciapiede.
L'impatto ha reso il veicolo ingovernabile, facendolo abbattere le transenne provvisorie sul ponte e finire nel torrente. Il perito ha anche ipotizzato che entrambi gli occupanti non indossassero le cinture di sicurezza, contrariamente a quanto inizialmente emerso dai soccorsi che dovettero tagliare una cintura per estrarre la vittima.
Infine, l'analisi dinamica dell'incidente non supporta l'ipotesi di una proiezione di un corpo dal sedile di guida a quello posteriore. Le condizioni in cui sono state trovate le gambe della giovane, bloccate tra i sedili posteriori, rendono improbabile che Marcante fosse alla guida e che si sia poi spostata autonomamente nell'abitacolo.