Cronaca

Giudici in pensione richiamati: 200 euro a sentenza

23 marzo 2026, 18:30 2 min di lettura
Giudici in pensione richiamati: 200 euro a sentenza Immagine da Wikimedia Commons Vicenza
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Giudici in pensione per smaltire arretrati

Il Ministero della Giustizia ha dato il via libera a un'iniziativa per accelerare i tempi della giustizia civile. Magistrati in pensione, con età inferiore ai 75 anni, verranno richiamati in servizio per redigere sentenze arretrate. L'obiettivo è raggiungere i target fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la riduzione della durata dei processi.

Questa misura prevede un compenso di 200 euro per ogni procedimento definito. L'iniziativa mira a contrastare il consistente numero di fascicoli civili ancora in attesa di essere definiti, un problema che affligge il sistema giudiziario nazionale.

Vicenza tra le sedi coinvolte

Tra i 48 uffici giudiziari selezionati in tutta Italia per beneficiare del contributo dei giudici in pensione figura anche il tribunale di Vicenza. Complessivamente, circa 200 ex magistrati saranno impiegati in questa operazione su scala nazionale.

La decisione arriva in un momento delicato per il tribunale di Vicenza, dove recentemente quattro giudici della sezione civile hanno lasciato la sede per trasferirsi altrove. Anche la sezione penale ha visto un cambio di personale con il trasferimento di un altro magistrato.

Critiche e proposte per la giustizia

L'iniziativa, pur mirata a migliorare l'efficienza, ha sollevato perplessità. Il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Vicenza, Alessandro Moscatelli, pur riconoscendo l'importanza di raggiungere gli obiettivi del PNRR, ha espresso preoccupazione per l'approccio quantitativo.

Moscatelli ha sottolineato come l'attività giurisdizionale richieda un'analisi cognitiva e valutativa profonda, incompatibile con logiche produttive. Ha inoltre evidenziato come la retribuzione basata su parametri quantitativi possa minare l'indipendenza del giudice e la qualità delle motivazioni, entrando in conflitto con i principi del giusto processo.

Come possibile alternativa, Moscatelli ha suggerito di valutare l'innalzamento volontario dell'età pensionabile dei magistrati da 70 a 75 anni. Tale misura, a suo parere, potrebbe incrementare il numero di giudici attivi e contribuire a ridurre l'arretrato in modo strutturale.

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