Cronaca

Disturbi alimentari: oltre 220 nuovi casi l'anno a Vicenza

15 marzo 2026, 12:16 3 min di lettura
Disturbi alimentari: oltre 220 nuovi casi l'anno a Vicenza Immagine generata con AI Vicenza
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Allarme disturbi alimentari nel Vicentino

Il territorio vicentino registra un preoccupante aumento dei disturbi alimentari, con oltre 220 nuove diagnosi registrate solo nell'ultimo anno presso il centro specialistico dell'ospedale San Bortolo. La struttura segue attualmente quasi 600 pazienti, un numero che evidenzia la persistenza e la gravità del fenomeno.

La fascia d'età più colpita si conferma quella pre-adolescenziale e adolescenziale, con un'età media che si attesta al di sotto dei 14 anni. Le più giovani, alcune delle quali hanno appena 11 anni, rappresentano la maggioranza dei casi, ma si nota una crescente incidenza anche tra i ragazzi. Una novità degli ultimi tempi è l'incremento di donne adulte, oltre i 30 anni, che presentano disturbi cronicizzati e di più difficile trattamento.

Anoressia, bulimia e nuove forme di disagio

Tra le patologie più diffuse, l'anoressia nervosa continua a rappresentare una sfida significativa. Questa condizione, caratterizzata da una distorta percezione del proprio corpo e un rifiuto del cibo, è spesso una manifestazione di profonde insicurezze e paure. Accanto all'anoressia, la bulimia nervosa si manifesta con episodi di abbuffate compulsive seguiti da comportamenti compensatori.

Si osserva inoltre un aumento di casi legati all'Arfid (Disturbo da Evitamento/Restrizione dell'Assunzione di Cibo), che limita l'alimentazione a specifici cibi per consistenza, colore o odore, talvolta associato a tratti dello spettro autistico. L'obesità, quando fuori controllo, viene anch'essa considerata una problematica legata ai disturbi alimentari.

Segnali di malessere e necessità di cure

I disturbi alimentari non si manifestano solo attraverso alterazioni delle abitudini alimentari, ma possono includere anche sintomi somatici e comportamenti autolesionistici. Questi segnali sono spesso l'espressione di un profondo malessere psicologico, ansie e insicurezze che necessitano di un intervento tempestivo. In Italia, si stima che circa 3,5 milioni di persone soffrano di questi disturbi, con oltre due milioni al di sotto dei 25 anni.

Nonostante la gravità del quadro, l'ospedale San Bortolo di Vicenza registra un tasso di guarigione o miglioramento del 75% tra i pazienti trattati. Questo successo è attribuito all'impegno di un'équipe medica specializzata, guidata dalla dottoressa Alessandra Sala e dal dottor Vincenzo Munno, che nonostante le risorse limitate affronta un carico di lavoro considerevole.

Testimonianze: rompere il silenzio e i pregiudizi

Le testimonianze di chi ha affrontato questi disturbi mettono in luce la necessità di una narrazione più accurata e meno stereotipata. Molti pazienti lamentano come la malattia venga spesso associata unicamente a un'eccessiva magrezza, trascurando altre forme come la bulimia o l'Arfid, e sottovalutando le gravi conseguenze fisiche, come danni cardiaci o dentali.

La lotta contro i disturbi alimentari richiede un approccio che vada oltre l'estetica, concentrandosi sul recupero del controllo sulla propria vita e sulla salute psicofisica. La riabilitazione nutrizionale, come descritto da una paziente, implica un percorso complesso di riapprendimento delle abitudini alimentari e di elaborazione del disagio sottostante. È fondamentale che la società riconosca la gravità di queste patologie psichiatriche e offra supporto e cure adeguate, superando i pregiudizi e promuovendo una maggiore consapevolezza.

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