Condividi
AD: article-top (horizontal)

Un docente di Bassano aggredito con un coltello si trova al centro di un processo dove le perizie psichiatriche divergono sulla capacità di intendere e di volere dell'aggressore. La vittima ha mostrato grande umanità non costituendosi parte civile.

Dibattimento con perizie contrastanti

Il processo per il docente accoltellato è iniziato con un netto scontro tra le valutazioni psichiatriche. Il pubblico ministero sostiene che Alberto Zago, l'aggressore, fosse pienamente capace di intendere e di volere al momento dell'attacco. Al contrario, la difesa punta a dimostrare che le sue condizioni mentali fossero compromesse. La prossima udienza sarà cruciale per chiarire questi aspetti.

La vittima, il professor Roberto Betto, ha scelto di non costituirsi parte civile. Questa decisione, presa nonostante fosse assistito da un legale, è stata universalmente riconosciuta come un gesto di notevole umanità. La sua scelta dimostra comprensione per la situazione dell'imputato.

Ricostruzione dell'aggressione

L'episodio risale allo scorso 25 agosto e ha scosso la comunità. Secondo le accuse, Alberto Zago, 33 anni, avrebbe avvicinato il professor Roberto Betto, 63 anni, in viale XI Febbraio. Dopo un rifiuto a una richiesta di sigaretta, Zago avrebbe estratto un coltello. L'aggressione è avvenuta alle spalle, con un colpo violento alla scapola.

La lama si è spezzata, rimanendo conficcata nella schiena della vittima. Il fendente ha interessato una vertebra e sfiorato l'aorta. Il professor Betto è stato ricoverato d'urgenza. Zago è stato arrestato grazie alla segnalazione di un tassista, che lo ha riconosciuto.

Scontro tra perizie psichiatriche

Il pubblico ministero ha richiesto il giudizio immediato per tentato omicidio. Una perizia psichiatrica, disposta dalla dottoressa Stefania Strizzolo, ha supportato questa richiesta. Il giudice per le indagini preliminari, Chiara Cuozzi, ha quindi fissato il dibattimento.

La difesa, rappresentata dall'avvocato Enrico Villanova, ha commissionato una perizia di parte. Lo psichiatra Tiziano Meneghel ha concluso che Zago fosse disturbato, ma non totalmente incapace. La difesa sostiene invece che le difficoltà di Zago, inclusa la mancanza di una dimora fissa e l'interruzione delle terapie, possano aver causato un'incapacità totale al momento dell'aggressione.

Per risolvere queste divergenze, è stato richiesto un incidente probatorio. Questo passaggio servirà ad approfondire le condizioni di salute di Zago. L'avvocato Villanova ha ribadito l'ammirevole comportamento del professore Betto. Quest'ultimo ha compreso le difficoltà dell'imputato, rinunciando alla costituzione di parte civile.

Alberto Zago rimane detenuto in carcere. La madre non può accoglierlo per precedenti episodi di violenza. Il trasferimento in una comunità richiede la verifica della sostenibilità economica della retta per la famiglia.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: