Chiusura indagini bancarotta BpVi
La Procura ha notificato la conclusione delle indagini relative alla bancarotta dell'ex Banca Popolare di Vicenza. L'atto segna un nuovo passo verso il processo per sei ex dirigenti dell'istituto di credito.
L'inchiesta, riaperta nel dicembre 2018, si concentra su presunte operazioni dolose di aggiotaggio e ostacolo agli organismi di vigilanza. I nomi degli indagati includono figure di spicco della precedente gestione.
Indagati ex vertici BpVi
Tra gli indagati figurano l'ex presidente Gianni Zonin e l'ex direttore generale Samuele Sorato. Sono inoltre coinvolti i vice direttori generali Andrea Piazzetta, Emanuele Giustini e Paolo Marin, oltre al dirigente preposto al bilancio Massimiliano Pellegrini.
Questi ex manager sono difesi da un pool di legali esperti in diritto societario e fallimentare. La chiusura delle indagini apre ora la strada alla richiesta di rinvio a giudizio.
Vicende giudiziarie BpVi
Questa notifica rappresenta l'ultimo filone d'inchiesta legato al crac dell'istituto vicentino. L'inchiesta principale aveva già visto condanne definitive in primo grado per Zonin, Piazzetta e Giustini.
Per altri indagati, come Pellegrini e Marin, sono previsti ulteriori sviluppi processuali in appello. La posizione di Sorato, invece, attende ancora la fissazione di un dibattimento davanti alla Cassazione, dopo una condanna in appello a Venezia.
Il crac e l'intervento pubblico
La dichiarazione di stato di insolvenza della BpVi, confermata dalla Cassazione, è avvenuta sei anni dopo la liquidazione coatta amministrativa. La Suprema Corte ha validato la valutazione dei giudici d'appello di Venezia, basata su bilanci e relazioni dei commissari liquidatori.
La banca era stata dichiarata priva di continuità aziendale dalla BCE. L'intervento pubblico, con l'acquisizione delle attività sane da parte di Intesa Sanpaolo per 2,441 miliardi di euro, fu necessario per evitare il fallimento formale e tutelare i correntisti.