Un nuovo osservatorio a Vibo Valentia si impegna a contrastare le aggressioni contro medici e infermieri. L'iniziativa mira a prevenire e ridurre questi episodi attraverso analisi e supporto scientifico.
Un'iniziativa per la sicurezza del personale sanitario
È stato creato a Vibo Valentia un osservatorio permanente. Il suo scopo è analizzare, prevenire e ridurre il rischio di aggressioni. Queste violenze colpiscono il personale sanitario e socio-sanitario. L'istituzione nasce da un protocollo d'intesa. Le parti firmatarie sono l'Azienda sanitaria provinciale, l'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri e l'Istituto di criminologia locale.
Questa iniziativa risponde a un obbligo normativo nazionale. Inoltre, affronta l'esigenza crescente di intervenire sul fenomeno. Medici, infermieri e altri operatori sanitari sono spesso vittime di violenza. Un decreto ministeriale del 13 gennaio 2022 impone alle aziende sanitarie di monitorare le aggressioni. Richiede anche di individuare i fattori di rischio ambientali. I dati raccolti devono essere trasmessi all'Osservatorio nazionale sulla sicurezza.
Analisi e prevenzione delle aggressioni
L'Osservatorio di Vibo Valentia vuole colmare un vuoto. C'è una differenza tra gli adempimenti richiesti e le risorse disponibili. L'iniziativa metterà a disposizione competenze specialistiche. Queste provengono dalla criminologia e dalla sociologia. L'Istituto di criminologia, tramite il suo dipartimento di Ricerca sulle minacce ibride, offrirà supporto scientifico. Queste attività saranno gratuite.
Tra le azioni previste c'è l'audit criminologico. Questo avverrà direttamente nei presidi sanitari. Saranno valutati i luoghi considerati a maggior rischio. Tra questi figurano il pronto soccorso, la continuità assistenziale e i Cup. L'obiettivo è identificare gli elementi ambientali e relazionali. Questi elementi possono favorire l'escalation della rabbia. Possono trasformare una situazione tesa in un'aggressione fisica o verbale.
Report e strategie di comunicazione
L'organismo si occuperà anche di redigere un Report scientifico annuale. Questo documento sarà inviato al ministero della Salute. Farà parte degli adempimenti previsti dall'Onseps. I dati raccolti verranno integrati nel Documento di valutazione dei rischi dell'Asp. Verranno sviluppati modelli di comunicazione trasparente. Questi saranno applicati nelle sale d'attesa.
Particolare attenzione sarà dedicata alla percezione dei tempi di attesa. Questo fattore è considerato importante. Può alimentare tensione e conflittualità con l'utenza. Migliorare la comunicazione su questo aspetto è fondamentale. Aiuterà a ridurre le occasioni di attrito tra personale e pazienti.
Ruoli e compiti delle istituzioni coinvolte
Il protocollo definisce compiti specifici per ciascuna istituzione. L'Istituto di criminologia fornirà le proprie competenze. Si occuperà degli audit e dei report scientifici. L'Asp garantirà l'accesso ai presidi sanitari. Metterà a disposizione dati anonimi e aggregati sugli eventi avversi. Utilizzerà le analisi per le proprie strategie di prevenzione e per gli adempimenti normativi.
L'Ordine dei medici avrà il compito di collegare l'iniziativa agli aspetti deontologici e professionali. Promuoverà il raccordo con le linee guida della Federazione nazionale degli ordini dei medici. Si occuperà anche di promuovere iniziative di sensibilizzazione per la cittadinanza. L'obiettivo è informare e coinvolgere la comunità.
Coordinamento e durata del protocollo
Il coordinamento dell'Osservatorio sarà affidato a un Comitato tecnico-scientifico. Questo comitato sarà composto su base paritetica. I rappresentanti proverranno dalle tre istituzioni firmatarie. Il protocollo avrà una durata di tre anni. Non comporterà oneri finanziari aggiuntivi per le parti coinvolte. L'accordo rappresenta un impegno congiunto per migliorare la sicurezza nel settore sanitario.