Due detenuti hanno aggredito agenti nel carcere di Vibo Valentia. Un agente ha riportato lesioni. Il sindacato Sappe denuncia la grave situazione di sovraffollamento e carenza di personale.
Aggressioni e disordini nella struttura penitenziaria
Si sono verificati episodi di violenza all'interno del penitenziario di Vibo Valentia. Un detenuto, classificato come media sicurezza, ha attaccato un agente. L'aggressione è avvenuta senza apparente motivo. L'agente ha subito un trauma. La prognosi è di 7 giorni.
L'incidente è avvenuto nel primo pomeriggio. La notizia è stata diffusa dal sindacato Sappe. La provincia di Vibo è stata teatro di questi eventi critici. La sicurezza interna è stata messa a dura prova.
Detenuto barricato minaccia ispettore
Contemporaneamente, in un'altra area del carcere, si è verificato un altro grave episodio. Un detenuto in regime di isolamento, il cosiddetto 14 bis, si è barricato. Questo detenuto è noto per creare problemi di ordine e sicurezza. Ha preso possesso di un estintore.
Ha minacciato l'ispettore di sorveglianza. Ha tentato di spruzzargli il contenuto dell'estintore addosso. L'ispettore è riuscito a intervenire. Ha bloccato il detenuto. La situazione nel reparto è tornata sotto controllo.
Situazione carceraria al collasso
Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale, hanno espresso forte preoccupazione. Hanno dichiarato che la situazione nelle carceri è ormai al collasso. Le cause principali sono il sovraffollamento. A questo si aggiunge la carenza di personale. La popolazione detenuta è sempre più violenta.
Il numero di aggressioni è in aumento. Si è passati da circa 1700 episodi annuali a oltre 2000. Questo dato evidenzia un trend preoccupante. La sicurezza degli operatori penitenziari è a rischio. Le istituzioni sono chiamate a intervenire con urgenza.
Richieste al governo per migliorare la sicurezza
Il sindacato Sappe ha rivolto un appello al governo. Chiede di proseguire con le assunzioni di personale di polizia penitenziaria. Questo è già in atto da alcuni anni. L'obiettivo è colmare un deficit di circa 4000 unità. Questo numero deriva dai tagli effettuati in passato.
È necessario anche affrontare la presenza di detenuti con problemi psichiatrici. La sentenza della corte costituzionale del gennaio 2022 prevede misure in tal senso. La soluzione richiede un intervento strutturale. La sicurezza e la dignità di tutti gli operatori e detenuti devono essere garantite.