La Cgil Calabria denuncia la persistente piaga delle morti sul lavoro, chiedendo interventi urgenti per aumentare la sicurezza. Si punta il dito contro il sistema degli appalti e si sollecitano controlli più stringenti e formazione.
Appello per la sicurezza nei luoghi di lavoro
La Calabria è ancora una volta teatro di una tragedia. Una persona ha perso la vita mentre svolgeva la propria attività lavorativa. Questo ennesimo evento tragico non può più essere ignorato. La Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo esprime forte preoccupazione.
Nadia Fortuna, segretaria confederale con delega alla salute e sicurezza, ha rilasciato dichiarazioni significative. «Non possiamo continuare ad assistere in silenzio a questa lunga scia di sangue», ha affermato. Le morti sul lavoro non devono essere considerate semplici fatalità.
È necessaria una svolta concreta nelle politiche dedicate alla salute e sicurezza. Si richiede un aumento dei controlli nei luoghi di impiego. Inoltre, è fondamentale potenziare gli organici ispettivi. Servono investimenti mirati nella prevenzione e nella formazione del personale.
Critiche al sistema degli appalti
La Cgil ribadisce il suo pieno sostegno a una proposta di legge di iniziativa popolare. Questa normativa riguarda specificamente il settore degli appalti. Il sistema attuale, spesso basato sul massimo ribasso, genera precarietà.
Si assiste a un abbassamento delle tutele per i lavoratori. Le condizioni lavorative diventano pericolose per la sicurezza delle persone. È indispensabile introdurre regole più severe. Le aziende devono assumersi maggiori responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti.
Sono necessari strumenti efficaci per garantire il rispetto dei contratti. Le norme di sicurezza devono essere pienamente osservate. La vita dei lavoratori deve avere la precedenza su ogni logica di profitto o di risparmio economico.
Richiesta di azioni concrete
È inaccettabile che nel 2026 si continui a registrare un numero così elevato di decessi sul lavoro. La sicurezza non può essere considerata un aspetto secondario. Non può essere affrontata solo dopo che le tragedie si sono verificate. Questo è quanto sottolineato da Fortuna.
Si chiede alle istituzioni, sia a livello nazionale che regionale, un impegno immediato. Sono necessarie azioni concrete per migliorare la situazione. Si sollecita più prevenzione e maggiore vigilanza. I controlli devono intensificarsi nei cantieri, nelle aziende e nelle campagne.
Occorrono azioni straordinarie e una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti. La Cgil continuerà a mobilitarsi attivamente. L'obiettivo è riportare salute e sicurezza al centro dell'agenda politica e sociale del Paese.
Fermare le morti sul lavoro è un dovere morale e civile. Questo compito non può più essere rimandato. La confederazione sindacale promette di non abbassare la guardia.
Domande frequenti sulla sicurezza sul lavoro
Quali sono le principali cause delle morti sul lavoro in Calabria secondo la Cgil?
La Cgil calabrese indica come cause principali la precarietà e l'abbassamento delle tutele derivanti dal sistema degli appalti al massimo ribasso. A ciò si aggiungono controlli insufficienti, carenza di organico ispettivo e una formazione inadeguata sulla prevenzione.
Cosa propone la Cgil per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro?
La Cgil propone un rafforzamento delle politiche di salute e sicurezza, con un aumento dei controlli e degli ispettori. Chiede inoltre investimenti concreti nella prevenzione e nella formazione, oltre all'introduzione di regole più rigide per gli appalti e una maggiore responsabilità delle aziende lungo tutta la filiera.