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Una società di Serra San Bruno ha presentato un esposto all'Agcm contro il price cap sui carburanti di Eni-Enilive. L'azienda teme una compressione dei margini per gli operatori indipendenti. L'Autorità dovrà valutare la sostenibilità della misura e la concorrenza sul mercato.

Preoccupazioni per gli operatori indipendenti

Una ditta con sede a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, ha inoltrato un reclamo all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L'oggetto del reclamo è la politica di prezzo massimo (price cap) introdotta da Eni/Enilive. La società, denominata Schiavello Carburanti sas, opera nella zona delle Serre.

L'azienda chiede all'Agcm di esaminare attentamente le conseguenze di questa politica sui principi di libera concorrenza. Si vuole inoltre valutare se essa comprometta la capacità degli operatori indipendenti di competere efficacemente sul mercato dei carburanti.

Dettagli dell'esposto all'Agcm

La documentazione è stata presentata dal rappresentante legale, Maurizio Schiavello. Nel reclamo si evidenzia che Eni ha stabilito un tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina. Per il gasolio, il limite è fissato a 2,19 euro al litro. Questa misura era inizialmente prevista per un periodo di 30 giorni.

Tuttavia, la politica di prezzo massimo potrebbe essere estesa. La proroga è possibile fino alla fine del 2026. Schiavello Carburanti ha fornito dati specifici relativi alle quotazioni di acquisto. Per una consegna prevista il 30 settembre, i costi di approvvigionamento si attestavano intorno a 2,040 euro al litro per la benzina. Per il gasolio, il prezzo era di circa 2,237 euro al litro.

L'azienda sostiene che la differenza tra i costi di acquisto e il tetto imposto da Eni potrebbe ridurre significativamente i margini di guadagno degli operatori indipendenti. Questi ultimi devono inoltre sostenere numerosi costi fissi. Tra questi figurano le spese per il personale, l'energia elettrica, la manutenzione degli impianti e la logistica. Non vanno dimenticati i costi assicurativi e quelli legati alla gestione quotidiana delle stazioni di servizio.

Richieste all'Autorità Garante

Nell'esposto, la società chiede all'Agcm di effettuare verifiche approfondite. Si richiede di accertare i costi effettivi sostenuti da Eni per la distribuzione. È necessario anche analizzare i margini di profitto della rete Enilive. Inoltre, si sollecita un'indagine sulle condizioni economiche lungo tutta la filiera dei carburanti.

Schiavello Carburanti desidera che vengano esaminate le modalità con cui Eni e altri grandi distributori hanno definito le loro strategie di prezzo. L'obiettivo è capire se esistano condotte volte a escludere la concorrenza o a praticare prezzi predatori. L'istanza mira a garantire un mercato equo per tutti gli operatori.

Riferimenti a precedenti indagini

L'esposto menziona un precedente procedimento dell'Agcm, identificato come I864. Questo caso si è concluso nel settembre 2025. Le sanzioni totali comminate ammontarono a 936,6 milioni di euro. Le sanzioni furono inflitte a sei importanti attori del settore dei carburanti. Schiavello Carburanti ha precisato che non intende stabilire un collegamento diretto tra quel procedimento e l'attuale politica di price cap.

L'azienda sottolinea che la sua richiesta è focalizzata sulla valutazione della sostenibilità economica della misura attuale. Si vuole inoltre comprendere l'impatto sulla sopravvivenza degli operatori indipendenti nel mercato.

Richiesta di dati e valutazione economica

L'istanza presentata all'Autorità si conclude con una specifica richiesta. Si chiede all'Agcm di acquisire, qualora lo ritenga necessario, dati dettagliati. Questi dati dovrebbero riguardare i costi di approvvigionamento dei carburanti. Inclusi anche i prezzi all'ingrosso, i margini di profitto, eventuali premi o contributi commerciali. Si richiedono anche informazioni sulle condizioni economiche interne alle società (condizioni infragruppo).

L'obiettivo è permettere all'Autorità di valutare in modo completo la sostenibilità economica della politica di price cap. Si vuole anche comprendere appieno i suoi effetti sulla capacità degli operatori indipendenti di rimanere attivi sul mercato. La trasparenza sui costi e sui margini è fondamentale per un sano funzionamento del settore.

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