Il processo per il tragico naufragio di Cutro prosegue con l'analisi delle comunicazioni interne alla Guardia di Finanza. Le annotazioni della notte della tragedia rivelano incongruenze e ritardi nelle registrazioni degli eventi.
Analisi delle comunicazioni tra reparti Gdf
Le annotazioni del diario degli avvenimenti del Gruppo aeronavale (Gan) di Taranto sono state al centro dell'udienza odierna. La documentazione risale alla notte del naufragio di Steccato di Cutro, evento che causò la morte di 94 persone. L'esame ha fatto emergere alcune discrepanze nei resoconti. Sono state registrate solo due comunicazioni ufficiali tra la sala operativa del Gan e il Reparto operativo aeronavale (Roan) di Vibo Valentia. La prima riguardava la ricezione di un segnale da Frontex alle 23:45. La seconda segnalava l'impiego del pattugliatore Barbarisi alle 2:05.
Questi scambi documentali sono cruciali per ricostruire la catena di informazioni e le decisioni prese durante l'emergenza. L'analisi mira a chiarire eventuali ritardi nei soccorsi. La presenza di sole due comunicazioni ufficiali solleva interrogativi sulla fluidità dello scambio informativo. La Guardia di Finanza è sotto esame per la sua gestione della situazione. Le testimonianze cercano di fare luce su ogni aspetto della vicenda.
Movimenti motovedetta V5006 e registrazioni
Una parte significativa dell'udienza si è concentrata sui movimenti della motovedetta V5006. Questa unità, operante da Crotone, dovette modificare il suo piano di navigazione a causa delle avverse condizioni del mare. L'imbarcazione era rientrata in porto per rifornimento di carburante. Nonostante la sala operativa del Gan fosse a conoscenza di questo rientro, l'informazione non venne inserita tempestivamente nel diario degli avvenimenti. La registrazione avvenne solo alle 2:30.
Il brigadiere Corrado Panico, capoturno della sala operativa del Gan, ha testimoniato su questo punto. Ha spiegato che sul diario venivano riportati solo i fatti ritenuti salienti. Ha aggiunto che la mancata annotazione immediata del rientro della V5006 non era considerata rilevante in quel preciso momento. La sua dichiarazione suggerisce una valutazione soggettiva della priorità delle informazioni. La mancata registrazione in tempo reale ha creato una lacuna informativa.
Dichiarazioni del capoturno Panico
Il brigadiere Panico ha affrontato anche un'altra annotazione nel diario. Questa indicava che il Roan aveva segnalato la V5006 a circa due miglia da Le Castella. Tuttavia, l'unità non aveva ancora superato il promontorio di Capocolonna, distante oltre 20 miglia. Panico ha chiarito che il Roan aveva semplicemente comunicato la presenza di una loro unità nella zona di Le Castella. Non si trattava di una posizione precisa della V5006.
Rispondendo alle domande del presidente del collegio penale, Alfonso Scibona, il teste ha assicurato che il comandante del Gan, Nicolino Vardaro, era costantemente informato telefonicamente. Vardaro è tra gli imputati nel processo. Panico ha ammesso la mancata tempestività nella comunicazione riguardante la V5006. Ha spiegato che l'informazione fu trasmessa dopo le 2:00, non immediatamente. La motivazione addotta era legata all'avvio congiunto della navigazione del pattugliatore Barbarisi e della V5006. La presenza di entrambe le unità aveva una valenza operativa.
Ipotesi sul caicco e valutazioni
Durante l'udienza, il brigadiere Panico ha anche chiarito un punto relativo all'identificazione del caicco. Rispondendo al pubblico ministero Matteo Staccini, ha spiegato perché in precedenza aveva ipotizzato si trattasse di una barca di migranti. Tale ipotesi si basava su un report dell'equipaggio dell'Eagle1. Il report menzionava la possibilità di migranti a bordo. Panico ha sottolineato che si trattava di una sua opinione personale. Ha specificato che tale valutazione non era di sua competenza e quindi aveva poca utilità.
La testimonianza ha quindi fornito dettagli sulle procedure interne e sulla gestione delle informazioni. L'esame delle comunicazioni e delle annotazioni continua a delineare il quadro della notte del naufragio. L'obiettivo è accertare eventuali responsabilità legate a ritardi nei soccorsi. La corte sta cercando di ricostruire ogni passaggio decisionale. La precisione delle registrazioni e la tempestività delle comunicazioni sono elementi chiave.