La settima udienza del processo per il naufragio di Cutro è stata segnata da nuove rivelazioni. Emerse discrepanze sugli atti riservati di Frontex e sulla completezza dei file audio delle conversazioni. Le difese chiedono chiarimenti su presunti errori nella gestione delle prove.
Naufragio Cutro: mistero sugli atti Frontex
La settima udienza del processo relativo al tragico naufragio di Cutro ha riservato colpi di scena inaspettati. Si è discusso delle conversazioni intercorse durante la notte del disastro. Il punto focale è emerso nel finale dell'udienza. Gli avvocati delle difese hanno richiesto l'accesso a documenti inviati da Frontex. Questi atti sarebbero stati trasmessi dopo la conclusione delle indagini preliminari. Di conseguenza, non figurano nel fascicolo del Pubblico Ministero. L'avvocato Tiziano Saporito, legale di Antonino Lopresti, ha segnalato il rifiuto della Procura. Il PM Matteo Staccini ha spiegato la natura sensibile di tali documenti. Ha affermato che si sta sollecitando Frontex per chiarire il livello di riservatezza. Si cerca di comprendere se possano essere resi pubblici durante il dibattimento.
A questo punto, è intervenuto l'avvocato Liborio Cataliotti. Egli difende Alberto Lippolis, comandante del ROAN di Vibo Valentia. L'avvocato ha sostenuto una tesi sorprendente. Ha dichiarato che la cancelleria del GUP aveva già fornito loro tali documenti. Questo sarebbe avvenuto al momento della richiesta del fascicolo processuale. Tale affermazione ha destato stupore tra i presenti. Ora si attende una verifica approfondita. Bisogna accertare se si tratti effettivamente degli atti classificati come riservati.
Audio e trascrizioni: le discrepanze emergono
L'udienza non è stata caratterizzata solo dal caso Frontex. Si sono registrate anche numerose schermaglie tra i legali degli imputati. Le tensioni riflettono le accuse reciproche tra Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto. Queste dinamiche erano già emerse durante la fase delle indagini. Ora entrano prepotentemente nel vivo del processo. Il dibattimento si è acceso in particolare sull'acquisizione degli audio. Si tratta delle registrazioni delle conversazioni telefoniche e radio della notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023. Il naufragio causò la morte di 94 persone.
L'ingegnere Fausto Colosimo, consulente della Procura incaricato dell'acquisizione dati, ha risposto alle domande. L'avvocato Saporito ha incalzato il consulente. Colosimo ha ribadito che dalla centrale operativa della Capitaneria di Porto di Roma non fu possibile acquisire i dati direttamente. Ciò fu dovuto a questioni di sicurezza sollevate dal capitano D’Agostino. I dati richiesti gli furono consegnati su un DVD preparato dall'ufficio. Il consulente ha specificato di non aver assistito all'estrazione dei file. Ha anche ammesso di non poter escludere la presenza di altri dati non esibiti. Inoltre, ha dichiarato di non poter garantire l'autenticità o l'integrità dei contenuti ricevuti. Non era suo compito ascoltare gli audio.
Colosimo ha spiegato di aver operato direttamente per acquisire i dati. Ciò è avvenuto presso le sedi della Capitaneria di Reggio Calabria e di Crotone. Le difese hanno evidenziato una differenza significativa. I dati acquisiti presso il V MRSC di Reggio Calabria riportano come data di ultima modifica il 26 febbraio. Al contrario, quelli prelevati dalla centrale di Roma presentano date di modifica successive al 26 febbraio. Questo dettaglio solleva interrogativi sulla tempestività e completezza delle registrazioni.
Imputati e presunti ritardi nei soccorsi
Il processo giudica le presunte responsabilità per i ritardi nei soccorsi al caicco Summer Love. Il naufragio avvenne a Steccato di Cutro. Sul banco degli imputati figurano diversi ufficiali. Per la Guardia di Finanza sono accusati Giuseppe Grillo, 57 anni, capo turno della sala operativa del ROAN di Vibo Valentia. Ci sono poi Alberto Lippolis, 51 anni, comandante del ROAN di Vibo Valentia. E ancora Antonino Lopresti, 52 anni, ufficiale in comando tattico della Guardia di Finanza. Infine, Nicolino Vardaro, 53 anni, comandante del Gruppo aeronavale della Finanza di Taranto.
Per la Guardia Costiera sono imputati Francesca Perfido, 41 anni, ufficiale in servizio presso l’IMRCC di Roma. E Nicola Nania, 52 anni, in servizio al V MRSC della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria. Tutti sono accusati di omicidio e naufragio colposo. La questione delle date di modifica dei file audio diventa quindi cruciale. Potrebbe indicare una manipolazione o una gestione non tempestiva delle prove.
Ulteriori incongruenze negli audio e le difese
Nella precedente udienza era già emerso un dato importante. Tra le conversazioni registrate a Reggio Calabria, una risultava più completa. Mancava però una parte nell'audio ottenuto da Roma. La frase pronunciata dall'operatore del V MRSC di Reggio Calabria, assente nella registrazione romana, è: «Al momento… noi… unità da far uscire… non». L'avvocato Vetere, difensore di Lippolis, ha evidenziato la mancanza di un file audio specifico. Questo file, identificato con l'ID 9533539, era presente nell'elenco degli estratti. La difesa della Guardia Costiera, rappresentata dall'avvocato Natale Polimeni (difensore di Nicola Nania), ha interrogato il consulente sulle modalità di copia dei file. Colosimo ha risposto di aver «cristallizzato i dati in maniera forense creando i codici ASCII che rendono i dati immodificabili».
L'avvocato Marilena Bonofiglio, legale di Francesca Perfido, ha notato la presenza del file audio 9533539 nell'elenco. Ha chiesto di poterlo ascoltare in aula. La richiesta è stata respinta dal presidente del Tribunale, Alfonso Scibona. Il difensore ha descritto il file come «un file muto di 8 secondi nel quale si sentono interferenze audio». Ha inoltre sottolineato che nelle conversazioni acquisite presso il GAN di Taranto erano presenti dei fruscii. La Finanza avrebbe dovuto fornire spiegazioni in merito, ma non è giunta alcuna risposta. Il carabiniere incaricato della trascrizione degli audio aveva precedentemente indicato che quel file non era stato trascritto. La motivazione addotta era la sua assenza di contenuto udibile.
Prossimi passi del processo
Il processo per il naufragio di Cutro continua a svelare complessità. La gestione delle prove digitali e la trasparenza degli atti sono al centro del dibattimento. La prossima udienza è fissata per il 7 aprile alle 14:30. Sarà dedicata all'esame del consulente tecnico della Procura. L'ammiraglio Maurizio Carannante sarà chiamato a rispondere alle domande dei giudici e delle parti. L'esito di questa testimonianza sarà fondamentale per chiarire molti dei dubbi emersi. La ricerca della verità per le 94 vittime del mare prosegue, tra ostacoli procedurali e questioni di riservatezza.