La Calabria mostra un trend positivo nella lotta agli incendi nel 2026, registrando una diminuzione del 14% della superficie bruciata. Questo dato contrasta con l'aumento nazionale del 36%, posizionando la regione in controtendenza.
Calabria in controtendenza sugli incendi
I dati più recenti, relativi al periodo dal 1° gennaio al 15 ottobre 2026, evidenziano un quadro incoraggiante per la Calabria. Secondo il rapporto 'La bioeconomia delle foreste 2026' di Legambiente, la regione si colloca al secondo posto per superficie totale interessata da incendi. Tuttavia, un'analisi più approfondita rivela una situazione in netto miglioramento rispetto al resto del Paese.
Mentre l'Italia nel suo complesso ha visto un incremento del 36% della superficie percorsa dal fuoco, la Calabria ha invertito la tendenza. La regione ha registrato una significativa riduzione del 14%. Questa diminuzione rappresenta il calo più marcato tra tutte le regioni italiane.
Senza il contributo positivo della Calabria, l'aumento della superficie bruciata a livello nazionale sarebbe stato ancora più drastico, attestandosi al 47%. La quota calabrese sul totale nazionale è scesa dal 17,5% all'11%. Questo valore costituisce il dato più basso registrato dal 2020.
Il secondo posto nella classifica generale di Legambiente non è quindi dovuto all'estensione degli incendi, ma piuttosto al loro numero. In Calabria, la superficie media interessata da ciascun incendio è di soli 25 ettari. Questo dato è inferiore alla metà della media nazionale, che si attesta a 58,8 ettari.
Confrontando ulteriormente, regioni come la Sicilia e la Puglia registrano medie superiori agli 85 ettari per incendio. La maggior parte degli incendi calabresi, circa la metà, si estende per un massimo di 7 ettari. Questo è il valore più basso tra le regioni che hanno superato i 20 eventi.
Incendi di grandi dimensioni sempre più rari
La tendenza alla riduzione degli incendi di vaste dimensioni è un altro dato positivo emerso dall'analisi. In Calabria, il 95% degli incendi non supera gli 89 ettari. Questo rappresenta un miglioramento rispetto agli anni precedenti: nel 2025 il limite era di 105 ettari, mentre nel 2021 si attestava a 274 ettari.
Gli incendi che superano i 120 ettari sono diminuiti da 27 a 18 nel corso di un anno. Solo il 17% degli incendi calabresi supera i 30 ettari. Questo dato contrasta nettamente con il resto d'Italia, dove il 34% degli incendi supera questa soglia.
Considerando che la Calabria è una regione con una copertura boschiva del 44,5%, il risultato del 2026 è particolarmente significativo. La superficie di bosco e macchia mediterranea bruciata è rimasta sostanzialmente stabile, con un aumento del 4%. Nello stesso periodo, nel resto d'Italia, questa percentuale è cresciuta del 53%.
Questo successo è stato ottenuto nonostante un'estate 2026 più calda rispetto all'anno precedente. La temperatura massima media è aumentata di 1,8 °C. Le giornate con temperature superiori ai 34 °C sono passate da 10 a 25.
Strategie di prevenzione efficaci
Il dipartimento Politiche della montagna, foreste, forestazione e difesa del suolo della Regione Calabria attribuisce questi risultati positivi all'implementazione di una serie di strumenti di prevenzione. L'obiettivo è intercettare e spegnere gli incendi nelle loro fasi iniziali, quando sono ancora di piccole dimensioni.
Questo successo è frutto di un lavoro congiunto e coordinato. Coinvolge diverse realtà operative: la previsione meteorologica, il monitoraggio costante tramite droni e la gestione centralizzata dalla Control Room. Sono attive le squadre di Calabria Verde, i volontari della protezione civile, i Vigili del fuoco, i direttori delle operazioni di spegnimento (DOS).
Fondamentale è anche il supporto dei mezzi aerei, sia regionali che statali, e l'intervento dei Carabinieri Forestali. A queste azioni sul campo si affiancano iniziative a livello istituzionale. Vengono organizzati tavoli di prevenzione presso le Prefetture, coinvolgendo le Forze dell'ordine, le istituzioni locali e i Comuni.
Sono state inoltre emanate circolari congiunte tra la Forestazione e le Prefetture. Queste iniziative hanno contribuito ad aumentare la consapevolezza generale. Hanno favorito una maggiore e più puntuale attuazione degli interventi preventivi previsti dalla legge. Particolare attenzione è stata posta ai gestori di strade e ferrovie, aree spesso soggette a inneschi.
Benefici estesi alle campagne e aree naturali
Le politiche di prevenzione hanno prodotto benefici tangibili anche in aree specifiche. Nelle campagne calabresi, la superficie bruciata è diminuita del 26%. Questo dato contrasta nettamente con l'aumento del 65% registrato nel resto d'Italia.
Un andamento positivo si osserva anche nelle altre aree naturali e seminaturali della regione. Qui la superficie bruciata è calata del 21%. A livello nazionale, in queste stesse aree, si è verificato un aumento del 26%.
Questi risultati confermano l'efficacia delle strategie adottate dalla Regione Calabria. Dimostrano un impegno concreto nella tutela del patrimonio boschivo e naturale. La collaborazione tra enti, istituzioni e cittadini si rivela fondamentale per contrastare un fenomeno complesso come quello degli incendi boschivi.