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Il procuratore Nicola Gratteri ha definito legittime le proteste degli agricoltori, escludendo un'organizzazione mafiosa dietro le manifestazioni. Ha sottolineato la necessità di analisi più accurate, distinguendo tra partecipanti e possibili infiltrati.

Proteste agricole: un diritto legittimo

Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha espresso la sua opinione sulle recenti manifestazioni degli agricoltori. Intervenuto a Vibo Valentia durante il "Festival del Sud", Gratteri ha chiarito la sua posizione. Ha affermato che non si può escludere la presenza di singoli individui legati alla criminalità organizzata. Tuttavia, ha categoricamente negato che le proteste siano state orchestrate dalla 'ndrangheta.

Gratteri ha utilizzato un paragone con le manifestazioni studentesche a Milano. In quei casi, ha spiegato, la presenza di delinquenti che causano danni non rende gli studenti responsabili o organizzatori di tali atti. Ha quindi invitato a evitare "analisi tagliate con l'accetta".

Distinguere tra partecipanti e infiltrati

Il procuratore ha descritto le persone viste ai presidi come "gente pulita, gente normale". Ha poi osservato l'adesione crescente di autotrasportatori e altre categorie. Questo ha reso i blocchi "seri", tanto da attirare l'attenzione dei telegiornali nazionali per le conseguenze sui rifornimenti. Gratteri ha ammesso di non poter affermare con certezza la presenza di mafiosi nelle proteste. Tuttavia, ha ribadito la sua ferma opposizione all'idea che le manifestazioni siano state organizzate dalle mafie.

Ha sottolineato che, qualora venissero identificati singoli esponenti della criminalità organizzata coinvolti in blocchi stradali, la Procura e la Polizia giudiziaria avvieranno le indagini. Ma questo non giustifica l'attribuzione della responsabilità organizzativa alle mafie. "Questo non è giusto, semplicemente perché non è vero", ha concluso.

Le ragioni economiche degli agricoltori

Nicola Gratteri ha definito le proteste "democratiche, legittime". Ha spiegato che gli agricoltori hanno rallentato il traffico per evidenziare le loro difficoltà economiche. Il costo del gasolio agricolo è raddoppiato, passando da 1,05 euro al litro a gennaio 2026 a cifre molto più alte. Se i ricavi per i prodotti agricoli non sono aumentati di pari passo, gli agricoltori si trovano a operare in perdita.

A queste problematiche si aggiungono le perdite dovute agli "agenti atmosferici". Gratteri ha evidenziato la necessità di "conoscere il mondo dell'agricoltura". Non basta lamentarsi dei disagi causati dai blocchi. Ha ricordato che quella è "la loro vita", la "storia di intere famiglie, da generazioni".