Un cucciolo di capriolo è stato recuperato dai Carabinieri Forestali a Vetto dopo essere stato sottratto al suo ambiente naturale. Due persone sono state denunciate per furto, ricettazione e maltrattamento di animali.
Carabinieri Forestali salvano cucciolo di capriolo
I militari del Nucleo Carabinieri Forestale di San Polo d'Enza sono intervenuti a Vetto. L'operazione, avvenuta il 9 giugno 2026, ha portato alla denuncia di due persone. Al centro della vicenda un cucciolo di capriolo illegalmente detenuto.
La segnalazione è giunta dal Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di San Polo d'Enza. I militari hanno ricevuto un avviso riguardante un presunto furto di fauna selvatica. Hanno quindi raggiunto un'abitazione privata per verificare la situazione.
Detenzione illegale e maltrattamento
Sul posto, gli agenti hanno accertato la presenza del piccolo animale in cattività. Il cucciolo era detenuto da un cittadino italiano. Le indagini hanno rivelato che l'animale era stato prelevato il giorno precedente, l'8 giugno, da un conoscente.
Il piccolo ungulato è stato prontamente recuperato dai Carabinieri. È stato subito affidato alle cure del CRAS Rifugio Matildico di San Polo d'Enza. Qui sta ricevendo l'assistenza veterinaria e nutrizionale necessaria.
Gravi reati contestati
Entrambi gli individui coinvolti sono stati denunciati. Al primo soggetto, ritenuto responsabile della sottrazione, sono contestati il furto aggravato di fauna selvatica e il prelievo di piccoli mammiferi. Il furto di fauna selvatica, considerata patrimonio indisponibile dello Stato, è punito con la reclusione da due a sei anni e una multa.
Al secondo individuo, sorpreso con il cucciolo, sono stati contestati i reati di ricettazione e maltrattamento di animali. La ricettazione prevede pene severe, con reclusione da due a otto anni e una multa consistente. Il maltrattamento di animali comporta la reclusione da tre a diciotto mesi o una multa elevata.
Le sofferenze del cucciolo
Sottrarre un animale selvatico, specialmente in tenera età, al suo ambiente naturale causa sofferenze ingiustificate. Il cucciolo subisce uno stress acuto dovuto alla separazione dalla madre e all'ambiente estraneo. L'alimentazione non appropriata rappresenta un serio rischio per il suo sviluppo.
Il contatto umano prolungato può inoltre compromettere gli istinti naturali dell'animale. Questo rende estremamente difficile un futuro reinserimento in natura. La perdita degli istinti di difesa lo rende vulnerabile.
Cosa fare in caso di ritrovamento
Durante la primavera e l'estate è comune trovare cuccioli di capriolo nell'erba. È fondamentale ricordare che questi piccoli non sono abbandonati. La madre li lascia al sicuro mentre va a nutrirsi, tornando a intervalli regolari.
La regola principale è non toccare o accarezzare l'animale. È necessario allontanarsi silenziosamente. Il contatto umano lascia un odore sul manto che può portare la madre a rifiutare il cucciolo, condannandolo.
L'intervento è consentito solo se l'animale appare ferito o in pericolo immediato. In questi casi, è necessario contattare tempestivamente gli enti competenti. L'affidamento a un Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) è la procedura corretta.
Trattenere arbitrariamente un animale selvatico o prelevarne un cucciolo sano costituisce un illecito grave. Le azioni intraprese dai Carabinieri Forestali a Vetto sottolineano la gravità di tali comportamenti.
Prelevare fauna selvatica dal suo ambiente senza un motivo valido danneggia irrimediabilmente l'ecosistema. La tutela della fauna selvatica è una responsabilità collettiva.