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A Verona, durante Vinitaly, le massime cariche regionali e dell'Agenzia ICE hanno delineato le strategie per potenziare l'esportazione di vino italiano, fissando un ambizioso traguardo economico.

Stefani: il Veneto motore dell'export vinicolo

Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, ha sottolineato l'importanza di Vinitaly. Lo ha definito una «vetrina internazionale straordinaria» per il settore enologico nazionale. Ha evidenziato come il Veneto sia un pilastro fondamentale. La regione contribuisce infatti con il 37% all'export vinicolo italiano complessivo. Questo dato sottolinea il valore per lavoratori e aziende.

Stefani ha descritto il territorio veneto come «straordinario». Ha poi aggiunto che, nonostante le sfide internazionali, la filiera vitivinicola dimostra grande resilienza. La diversificazione dei mercati è vista come una strategia chiave. Per questo motivo, la collaborazione con l'Agenzia ICE risulta essenziale. Le microimprese, che costituiscono il «Dna del nostro territorio», sono sempre più orientate verso l'internazionalizzazione. Questo processo è fondamentale per la loro crescita futura.

Zoppas: obiettivo 10 miliardi di euro di export

Matteo Zoppas, presidente dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), ha condiviso la visione di Stefani. Ha ribadito l'obiettivo di raggiungere «10 miliardi di euro» per l'export vinicolo italiano. Questo traguardo, seppur ambizioso, è considerato «raggiungibile» nel più breve tempo possibile. Zoppas ha evidenziato il ruolo cruciale dell'ICE nel supportare le imprese.

L'Agenzia ha messo in moto una «macchina con più risorse e attività». L'intento è accelerare la promozione e lo sviluppo internazionale del comparto. Zoppas ha dialogato con Valerio Baroncini, vicedirettore de il Resto del Carlino, per illustrare le iniziative. L'impegno è volto a sostenere il business delle aziende italiane sui mercati esteri. Il presidente ICE ha sottolineato l'importanza di questo supporto.

Vinitaly: numeri e mercati per il futuro del vino

L'edizione di Vinitaly ha visto la partecipazione di oltre 1.000 buyer strategici. Questi professionisti provengono da 53 Paesi differenti. Si è registrato un incremento del 20% rispetto all'edizione precedente. Questo dato conferma l'attrattività della fiera veronese a livello globale. L'Agenzia ICE, in collaborazione con Veronafiere, ha facilitato questi incontri di business.

Per quanto riguarda i mercati consolidati, gli Stati Uniti rimangono un punto fermo. L'Italia mantiene una posizione di leadership, nonostante le sfide legate ai dazi e al cambio euro-dollaro. Zoppas ha definito questo consolidamento «cruciale per il settore». Si guarda con attenzione anche a nuovi mercati emergenti. Tra questi spiccano l'India, il Mercosur e l'Australia. L'obiettivo è diversificare ulteriormente le destinazioni dell'export italiano.

Sono state pianificate 61 iniziative promozionali. Queste si svolgeranno in 24 mercati prioritari. L'area geografica coperta è vasta, dai Balcani alla Cina. L'obiettivo finale è incrementare l'export del vino italiano dalle attuali cifre, vicine agli 8 miliardi, fino ai 10 miliardi di euro. Zoppas ha concluso affermando che «insieme, stiamo costruendo il futuro del nostro business».

Domande frequenti sul futuro dell'export vinicolo

Qual è l'obiettivo di export per il vino italiano fissato da Zoppas?
L'obiettivo è raggiungere i 10 miliardi di euro di export nel più breve tempo possibile, partendo dagli attuali 8 miliardi.

Quali sono i mercati emergenti su cui punta l'ICE per il vino italiano?
I mercati emergenti su cui si concentrano le strategie sono India, Mercosur e Australia, oltre a iniziative in aree come i Balcani e la Cina.