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Vinitaly si conferma infrastruttura chiave per l'export vinicolo italiano, puntando su mercati emergenti in Africa, Canada e Australia, oltre a rafforzare la presenza in Brasile. L'obiettivo è diversificare le destinazioni per incrementare le vendite.

Vinitaly: un ponte per il vino italiano nel mondo

Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, ha inaugurato la 58ª edizione di Vinitaly. Ha sottolineato il ruolo della fiera come supporto all'internazionalizzazione del vino italiano. L'evento mira a rafforzare la presenza delle imprese sui mercati globali. In un contesto economico e geopolitico complesso, Veronafiere intende evolvere. Non vuole essere solo un luogo di business, ma una leva per lo sviluppo del settore all'estero.

La proiezione internazionale è una priorità assoluta. Questo si traduce in un programma di quasi trenta iniziative. Queste coprono aree strategiche in tutto il mondo. Si va dagli Stati Uniti all'Asia, includendo Cina, India, Thailandia, Kazakistan, Giappone e Corea del Sud. L'America Latina, i Balcani e l'Europa, compreso il Regno Unito, sono altrettanto importanti. Questa geografia segue le rotte più promettenti per l'export.

Espansione strategica verso nuovi continenti

L'impegno di Vinitaly si estende a nuove frontiere. Si sta lavorando con ITA - Italian Trade Agency per nuove tappe fieristiche. Queste avranno luogo in Africa, Canada e Australia. Un'attenzione particolare è rivolta al Brasile. Qui l'impegno verrà raddoppiato. Questo rafforzerà la presenza già attiva con Wine South America. L'obiettivo è ampliare il bacino commerciale.

L'Osservatorio Uiv-Vinitaly ha identificato dodici Paesi con elevato potenziale di crescita. Tra questi figurano Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India. Si aggiungono i mercati chiave extra-UE: Stati Uniti e Regno Unito. Queste aree sono fondamentali per rafforzare la presenza italiana.

Sfide e opportunità per l'export vinicolo italiano

Il settore vinicolo italiano è attualmente troppo concentrato sui primi cinque mercati di destinazione. Questi assorbono il 60% del valore totale dell'export. La sfida è quindi duplice. Da un lato, è necessario consolidare le produzioni di qualità. Dall'altro, occorre contenere le criticità esistenti. Il miglioramento del posizionamento strategico è un obiettivo cruciale. Questo è fondamentale per un'eccellenza italiana come il vino.

Secondo le analisi di Prometeia, il vino si posiziona al secondo posto. Lo fa per saldo della bilancia commerciale estera tra i comparti tradizionali del made in Italy. Nel 2025, questo valore ha raggiunto i +7,2 miliardi di euro. Questo dato evidenzia l'importanza economica del settore e il suo potenziale di crescita.

Domande frequenti sull'export vinicolo

Quali sono i nuovi mercati su cui Vinitaly punta per l'export?
Vinitaly sta pianificando nuove iniziative in Africa, Canada e Australia, oltre a raddoppiare la sua presenza in Brasile. L'obiettivo è espandere la portata geografica dell'export vinicolo italiano.

Qual è l'importanza del vino italiano nell'economia estera?
Il vino italiano è un pilastro del made in Italy. Nel 2025, ha registrato un saldo positivo di 7,2 miliardi di euro nella bilancia commerciale estera, posizionandosi al secondo posto tra i comparti tradizionali.