Criticità ciclabile Via Turbina a Verona
I residenti di via Turbina, nel quartiere Chievo di Verona, esprimono forte preoccupazione per la nuova ciclabile in fase di completamento. Nonostante i lavori non siano ancora terminati, la pista è già utilizzata da molti, ma la segnaletica e la gestione del cantiere creano situazioni di potenziale pericolo.
In particolare, all'altezza del civico 20, uno spiazzo adibito a parcheggio per una decina di famiglie diventa problematico. L'uscita delle auto si scontra con ciclisti che transitano a velocità sostenuta, costringendo i conducenti a invadere la ciclabile e la carreggiata a causa dei cordoli gialli e dei new jersey in plastica. Questi ultimi, pensati per delimitare l'area, non sembrano sufficienti a moderare la velocità dei ciclisti, specialmente in discesa verso il Chievo.
Segnaletica inadeguata e pericoli per la viabilità
Gino Gurnari, un residente, evidenzia la criticità nell'immissione in via Turbina, aggravata dalla presenza di una palazzina dell'Enel che limita la visibilità. «Siamo costretti a sporgere con l'intera auto sulla pista ciclabile per poter uscire, e non c'è alcuna segnalazione che indichi l'attivazione della pista, nonostante sia ancora un cantiere», spiega Gurnari.
La situazione è resa più complessa dalla mancanza di un percorso pedonale distinto, con aree promiscue che aumentano il rischio. Anche la fermata dell'autobus, situata sul lato opposto, manca di un attraversamento pedonale sicuro. L'introduzione di nuovi semafori, sebbene intelligenti, causa spesso code e blocchi del traffico, rendendo le manovre di immissione difficili e dipendenti dalla cortesia altrui.
Richiesta di interventi e promesse del Comune
Laura Nascimbeni, un'altra residente, descrive la situazione come «allo sbando». La rimozione di parte di un cordolo per facilitare l'accesso alla fermata dell'autobus non è stata accompagnata dalla necessaria segnaletica orizzontale. «Dicono che la pista non sia ancora omologata, ma nel frattempo è percorsa da tutti e se chiediamo di rallentare veniamo insultati», aggiunge Nascimbeni, sottolineando la lentezza dei lavori e la mancanza di professionalità nella loro esecuzione.
Anche il consigliere regionale Alberto Bozza critica la gestione del cantiere, definendolo «scoordinato» e privo di un dialogo con i cittadini. Sottolinea la mancanza di protezioni per passi carrai e strisce pedonali, oltre a un generale degrado estetico dell'area dopo due anni di lavori.
L'assessore alle Strade, Federico Benini, replica assicurando che le criticità saranno risolte entro circa tre settimane. «Si tratta di un cantiere ancora in corso», afferma Benini, «ma manca poco alla conclusione. Saranno completate la segnaletica, sistemata via Turbina e aperto il ponte ciclopedonale. Il nuovo semaforo è dotato di fotocellula e funziona in modo intelligente». L'assessore chiede pazienza ai residenti per le ultime fasi dei lavori.