Medici in formazione a Verona segnalano turni estenuanti e mansioni improprie. L'Azienda Ospedaliera Universitaria ha avviato un'indagine interna per fare chiarezza sulle accuse di sfruttamento e sottopagamento.
Accuse di sfruttamento da specializzandi veronesi
L'Associazione liberi specializzandi (Als) ha sollevato serie preoccupazioni. Riguardano le condizioni lavorative dei medici in formazione. Il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell'Azienda ospedaliera di Verona è al centro delle accuse. L'Als ha reso pubbliche chat che documenterebbero la situazione.
Le segnalazioni descrivono turni di lavoro prolungati. Si parla di fino a 14 giorni consecutivi. Le ore mensili supererebbero le 250. Questo comporterebbe una grave carenza di riposo per i giovani medici. La situazione sembra andare oltre la normale pressione lavorativa.
Presunte irregolarità e reati
Massimo Minerva, presidente nazionale Als, denuncia pratiche allarmanti. Vengono ipotizzati reati come il falso in atto pubblico. Si parla anche di uso improprio delle password dei sistemi informatici. Secondo l'associazione, gli specializzandi sarebbero costretti a svolgere mansioni da medici strutturati. Questo includerebbe la gestione delle dimissioni dei pazienti.
Minerva sottolinea un dato preoccupante. A Verona, i numeri di abbandono del percorso di specialità sono superiori alla media nazionale. Aggiunge che, a sua conoscenza, è l'unica città in Italia dove gli specializzandi non possiedono un badge. L'assenza di un badge renderebbe difficile una documentazione oggettiva delle ore lavorate. Questa scelta potrebbe essere intenzionale.
La replica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria
L'Azienda ospedaliera universitaria ha risposto alle accuse con una nota ufficiale. L'ente ammette che la segnalazione riguarda la contrattualistica e l'uso degli strumenti informatici. In particolare, nelle unità di Ginecologia si verificherebbero orari di lavoro non consoni. Si segnalano anche accessi ai computer aziendali con credenziali non proprie.
L'Azienda ha dichiarato di aver immediatamente avviato le procedure necessarie. L'obiettivo è fare chiarezza sulla vicenda. Questo per tutelare sia l'ente stesso sia tutte le persone coinvolte. Si attende l'esito di questa indagine interna.
Reazioni politiche e preoccupazioni future
La consigliera regionale del Pd, Anna Maria Bigon, ha espresso la necessità di attendere gli esiti dell'inchiesta. Auspica una piena collaborazione tra Regione, Università e Azienda ospedaliera. Chiede che i risultati delle verifiche siano presentati in sede istituzionale. Bigon, insieme al collega Gianpaolo Trevisi, definisce la situazione uno scenario di abusi inammissibili.
I Giovani democratici del Pd si sono schierati apertamente a fianco degli specializzandi. Dichiarano che la sanità pubblica e l'eccellenza formativa non possono basarsi sullo sfruttamento. Enrico Righetto, segretario provinciale Gd Verona, critica le retribuzioni che si avvicinano ai 6 euro all'ora. Mattia Mosconi, vicesegretario Gd, evidenzia come questo sistema metta in fuga le future eccellenze mediche.