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L'avvicinarsi della stagione turistica a Verona riaccende le preoccupazioni per l'aumento dei rifiuti e la conseguente proliferazione dei topi nel centro storico. Residenti ed esercenti lamentano cestini insufficienti e criticità nella gestione dei rifiuti, con richieste di interventi mirati.

Cestini insufficienti e rifiuti abbandonati

L'incremento dei visitatori porta con sé un aumento della spazzatura nelle aree più frequentate. Bottigliette, fazzoletti e confezioni vuote vengono spesso lasciate a terra. La causa principale non è solo l'inciviltà, ma anche la scarsità di contenitori per piccoli scarti. I pochi cestini presenti si riempiono rapidamente, diventando così punti di raccolta improvvisati.

Michele Abrescia, portavoce dell'associazione residenti VeroCentro, evidenzia un peggioramento della situazione. La quantità di rifiuti supera la capacità di raccolta. I contenitori, giudicati insufficienti, sono spesso circondati da sacchetti e rifiuti sparsi. Questo accade anche quando i visitatori non sono maleducati, ma semplicemente non trovano dove gettare i loro scarti.

Abrescia sottolinea anche un altro problema: l'aumento dei topi. Chiede un potenziamento del servizio di pulizia, finanziato dai turisti e non dai residenti. La raccolta dei cartoni per le attività commerciali, invece, sembra aver visto miglioramenti rispetto al passato.

Critiche e proposte dal settore turistico

Anche il settore alberghiero esprime preoccupazioni. Maurizio Russo, presidente di Federalberghi, ricorda le difficoltà iniziali con il servizio di raccolta porta a porta per le aziende alberghiere. L'accumulo di rifiuti davanti agli hotel era un problema. Ora la situazione è migliorata, ma resta la carenza di cestini in centro.

Russo auspica un maggior numero di portarifiuti, sia come albergatore che come cittadino. Fortunatamente, non ha ricevuto lamentele dirette dai visitatori sulla pulizia. Questo è un aspetto che notano maggiormente gli operatori locali.

Leopoldo Ramponi, portavoce dei ristoratori, è più critico. La rimozione di molti cestini porta i turisti a non sapere dove gettare piccoli rifiuti. Di conseguenza, le fioriere vengono usate come contenitori improvvisati e i rifiuti finiscono per terra. Ramponi riconosce la responsabilità individuale, ma insiste sulla necessità di trovare soluzioni concrete.

Il sistema porta a porta, secondo Ramponi, non si adatta al centro storico. Ha portato a un aumento dei topi e all'incursione dei gabbiani. La sua critica si concentra sulla difficoltà di gestione dei rifiuti in un'area così densamente frequentata.

La risposta di Amia

Amia, l'azienda di gestione rifiuti, riconosce il problema dei piccoli rifiuti durante i periodi di maggiore afflusso turistico. Afferma che aumentare semplicemente i cestini non è la soluzione definitiva. In Via Mazzini, ad esempio, lo svuotamento avviene sei volte al giorno, ma i contenitori si riempiono comunque.

L'azienda sta puntando sui contenitori autocompattanti, già presenti tra piazza Bra e piazza delle Erbe. Si sta anche potenziando la raccolta differenziata per le attività commerciali, iniziata sperimentalmente e ora ampliata. Amia sottolinea che nei giorni di grande affluenza, anche il transito dei mezzi e degli operatori diventa più complicato.