I parroci veronesi si trovano in prima linea per affrontare le crescenti problematiche legate a droga, accattonaggio e bivacchi. Le comunità religiose offrono supporto, ma evidenziano la necessità di un maggiore coordinamento con le istituzioni per soluzioni durature.
Parrocchie fronteggiano degrado e dipendenze
Molti senzatetto, spesso italiani tra i cinquanta e i sessant'anni, trovano rifugio temporaneo presso le parrocchie. Alcuni utilizzano i servizi igienici per necessità primarie, ma si riscontrano anche segni di consumo di stupefacenti. I parroci gestiscono queste situazioni, segnalando criticità alle autorità competenti.
Il parroco Andrea Ronconi, della parrocchia Gesù Divino Lavoratore a Borgo Roma, ha sollevato preoccupazioni riguardo al degrado nel cortile della chiesa. Persone in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe bivaccano regolarmente. L'assessora Zivelonghi ha proposto la costruzione di una recinzione per delimitare l'area privata.
Don Ronconi sottolinea l'importanza della collaborazione con le istituzioni. «È l'unico modo per trovare una soluzione», ha dichiarato il parroco. La sua iniziativa ha stimolato un confronto con altri parroci del quartiere e rappresentanti della circoscrizione.
Accoglienza parrocchiale: un aiuto temporaneo
La realtà del «parroco in prima linea» è concreta a Verona. Don Giuseppe Mirandola, parroco a San Giacomo Maggiore, ospita sei persone in una sala parrocchiale in accordo con la Caritas. Questo progetto di accoglienza, nato per fronteggiare l'emergenza freddo, terminerà a fine mese.
Don Luigi Passarini, parroco di Santa Teresa di Tombetta, accoglie una persona che aveva perso il proprio alloggio. «Non siamo attrezzati per questo tipo di interventi», ammette don Passarini. Suggerisce la necessità di ripensare gli spazi e le modalità di intervento. Non accogliere, secondo lui, aggraverebbe la situazione di altre parrocchie vicine.
Il parroco evidenzia anche la presenza costante di un mendicante che chiede l'elemosina da anni, senza creare disturbo. Alcuni fedeli gli forniscono persino medicinali.
Spaccio e bivacchi: un problema diffuso
Don Silvano Cantù, parroco a Porto San Pancrazio, segnala episodi occasionali di bivacchi davanti alla chiesa. Vengono ritrovate coperte e bottiglie di vino. Le istituzioni e le forze dell'ordine sono state allertate per gestire la situazione.
Don Mirandola descrive un miglioramento generale rispetto al passato, ma nota ancora gruppi di giovani che trascorrono le giornate sulle panchine. Identifica una «povertà culturale e di prospettive» come causa di questo stile di vita. Propone la riqualificazione di uno spazio antistante la chiesa per migliorare le condizioni.
A Borgo Santa Croce, don Stefano Mazzer riporta un'esperienza positiva. Dopo problemi passati con baby gang, la riqualificazione dell'area vicino alla chiesa e il dialogo con scuole e questura hanno portato risultati positivi.
Sfide e proposte per il futuro
Le parrocchie veronesi si trovano ad affrontare complesse problematiche sociali, offrendo un primo soccorso a chi ne ha bisogno. La mancanza di strutture adeguate e il bisogno di un coordinamento più efficace con gli enti locali emergono come punti critici.
La collaborazione tra le diverse realtà territoriali, incluse le forze dell'ordine e i servizi sociali, è fondamentale per sviluppare strategie integrate. Queste dovrebbero mirare non solo all'assistenza immediata, ma anche alla prevenzione e alla riqualificazione degli spazi urbani degradati.
La situazione richiede un impegno congiunto per garantire dignità alle persone più fragili e sicurezza all'intera comunità. Le parrocchie continuano a svolgere un ruolo cruciale, ma necessitano di un supporto strutturato per affrontare sfide sempre più complesse.