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Il prestigioso Palazzo Bocca Trezza a Verona ha completato il suo restauro, tornando al suo antico splendore. Tuttavia, rimane da definire la sua futura gestione, con ipotesi che spaziano tra attività culturali e sociali. L'apertura al pubblico è prevista per l'autunno.

Palazzo Bocca Trezza riemerge dal cantiere

Il complesso di Palazzo Bocca Trezza, situato nel quartiere di Veronetta, ha finalmente concluso i lavori di riqualificazione. Dopo oltre un decennio di abbandono e danni significativi, inclusi soffitti compromessi e affreschi deteriorati dall'umidità, l'edificio riacquista il suo fascino storico. I lavori hanno interessato sia gli interni che gli esterni, riportando il palazzo al suo antico splendore.

Attualmente ancora protetto da transenne su via XX Settembre, il palazzo offre scorci suggestivi attraverso teli leggeri su via San Nazaro. Molti cittadini osservano con interesse i progressi, anticipando la riapertura di questo importante spazio storico. La comunità attende con impazienza la possibilità di fruire nuovamente del compendio, che in passato ospitava l'istituto Nani.

Definire la destinazione d'uso futura

Mentre i lavori di restauro volgono al termine, si intensifica il dibattito sulla futura destinazione d'uso del palazzo. La vocazione è chiara, modificata nel 2020: diventare uno spazio polifunzionale a servizio del Comune e delle associazioni locali. L'obiettivo è ospitare attività di natura culturale e sociale, ma il passaggio dalla teoria alla pratica richiede un'attenta pianificazione.

Si è conclusa una prima fase di co-programmazione. Questo processo ha coinvolto oltre 230 realtà, tra cui organizzazioni del Terzo settore, associazioni, enti e cittadini. L'obiettivo era costruire una visione condivisa per l'utilizzo degli spazi. A breve, una delibera di giunta definirà le linee guida per i futuri gestori.

Il nodo della gestione e le ipotesi

La gestione del palazzo rappresenta un punto cruciale. L'assessora al Terzo Settore, Luisa Ceni, sottolinea la necessità di una gestione omogenea e non frammentata. Il modello di riferimento è quello già sperimentato con successo a Spazio Forte, presso Forte Santa Caterina. La sostenibilità economica è un fattore determinante, considerando le elevate spese di gestione di un immobile di tale portata.

Si cercano quindi soggetti con una solida capacità gestionale. L'ipotesi di un coinvolgimento dell'Università è stata avanzata, sebbene non necessariamente come ente capofila. L'assessora Ceni conferma che sono già pervenute alcune proposte, che verranno valutate dopo l'approvazione della delibera. La gestione dovrà garantire la sostenibilità economica dell'intera struttura.

Ultimi interventi e costi del restauro

La vicesindaca Barbara Bissoli ha riassunto gli ultimi passaggi del progetto. I lavori principali sono completati e il collaudo tecnico-amministrativo è in fase di conclusione. Recentemente, sono stati affidati i lavori per la sistemazione del giardino su via XX Settembre. L'intervento, che inizierà a breve, prevede il ripristino di un giardino all'italiana, il restauro della fontana esistente e il miglioramento dell'illuminazione.

Il progetto include anche il recupero delle mura di cinta e la realizzazione di un sistema per la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane. La durata stimata dei lavori in giardino è di circa 130 giorni, seguiti da interventi specialistici di giardinaggio. L'assessore al Bilancio, Bertucco, ha fornito i dettagli sui costi complessivi. L'intervento è ammontato a quasi 15 milioni di euro. Di questi, circa 11 milioni provengono da fondi statali del Bando Periferie. I restanti 3,29 milioni sono stati stanziati dal Comune di Verona per coprire l'aumento dei costi e finanziare il rifacimento del giardino.

L'apertura al pubblico del compendio è prevista, con ogni probabilità, entro il prossimo autunno. Questo segnerà la fine di un lungo percorso di recupero per uno dei gioielli storici di Verona, pronto a rivivere grazie a un investimento significativo e a un piano di gestione attento alle esigenze della comunità.